La partita di calcio tra Cina e Corea del sud e il nazionalismo cinese

Update - Cina - Corea del Sud: 1-0 risultato finale (e clamoroso). Può una partita di calcio diventare un rischio per le relazioni internazionali? Pechino ha predisposto l'invio di almeno 10mila poliziotti a Changhsa, dove oggi si disputerà Cina – Corea del Sud. Il match valido per le qualificazioni ai mondiali del 2018 è diventato infatti un banco di prova per il nazionalismo cinese.

Marcello Lippi, mister della nazionale cinese mestamente ultima nel suo gruppo per le qualificazioni ai mondiali in Russia del 2018, ha acceso gli animi già in settimana: la partita contro la Corea del sud è l'occasione per “difendere l'onore di 1 miliardo e 400 milioni di cinesi”.

Non che servisse l'invito di Lippi a risvegliare le anime nazionaliste cinesi: contro Seul, Pechino ha da tempo ingaggiato un confronto politico, criticando il dispiegamento del sistema anti missilistico Thaad ottenuto grazie al contributo dell'alleato americano di Seul. Il sistema ha cominciato le sue fasi di installazione a seguito del lancio di missili da parte di Pyongyang contro il Giappone. Ma Pechino sa bene che il gesto e la presenza militare americana è una minaccia soprattutto per Pechino e la sua volontà di affermare la propria governance sul continente.

Da mesi in Cina si assiste al boicottaggio dei prodotti coreani, nei supermercati sono stati eliminati i beni provenienti da Seul in esposizione, il livello di tensione è altissimo. Il governo pechinese ha bloccato l'arrivo di numero k-star coreane molto note in Cina.

Ma nessuno si è lamentato: la sensazione che la Cina sia tornata ai fasti antichi, quelli precedenti il periodo delle umiliazioni del paese, ha riacceso il sentimento cinese che vuole Pechino alla guida del continente asiatico, attraverso un sistema di deferenza che pone la Cina nel posto centrale in Asia e nel mondo. Naturalmente i “vicini” non hanno vissuto questo concetto, né lo vivono ora, alla stessa stregua dei cinesi.

Da parte della popolazione cinese, si tratta di un revanscismo che va di pari passo con il concetto di “rinascita nazionale” declamato da Xi Jinping (insieme al suo slogan “il sogno cinese”), molto abile nello sfruttare un nervo scoperto fin dall'epoca post imperiale. Quello che la Cina ha patito a cominciare dalla prima guerra dell'oppio non dovrà ripetersi mai più: da Mao, a Deng, passando per Hu, per arrivare a Xi e qualsiasi cinese sia interpellato a proposito, tutti concorderanno con questo assioma.

E così la popolazione, in determinati momenti, percepisce la possibilità di scatenare alcuni scampoli di rabbia repressa, laddove il sistema politico glielo consente. Lo sfogo nazionalistico, sia ora contro il Giappone, sia contro il Vietnam, sia adesso contro la Corea del sud, viene per certi versi consentito e guidato.

Infatti le avvisaglie per chi avrà intenzione di sfruttare la partita di calcio tra Cina e Corea per scatenare eventuali problemi all'immagine della Cina, non sono delle migliori: a Changsha, dove si giocherà il match, sono previsti 10mila poliziotti schierati per evitare che a qualcuno venga qualche strana idea in testa.

La partita, quindi, ininfluente dal punto di vista del risultato, presenta criticità di natura geopolitica.
Dal punto di vista calcistico infatti la Cina all'andata ha perso 3-2 e non pare avere grandi possibilità di vittoria, anche alla luce dei precedenti risultati negativi con squadre non certo considerate irresistibili, come Qatar e Siria.

Si tratta dell'enigma principale del calcio cinese: un campionato che è tra i più ricchi del mondo, per quanto si stia cercando di limitarne le spese folli compiute nell'ultima finestra di mercato, e una compagine nazionale ridicola agli occhi del mondo.

Marcello Lippi, il cui arrivo al Guangzhou nel campionato cinese ha contribuito e non poco a rendere più professionale l'idea che i cinesi hanno del calcio, finora ha potuto fare ben poco: i risultati del lavoro di semina fatto con scuole calcio e infrastrutture potrebbe arrivare solo tra molti anni. E potrebbe essere qualcun altro a raccoglierlo.

Quanto al match di domani: le autorità hanno diramato comunicati nei quali viene chiesto ai tifosi di evitare intemperanze contro giocatori e arbitri. Il “capo” dei club di tifosi della nazionale cinese ha detto al South China Morning post che a Changsha arriveranno circa 5mila persone dai vari club sparsi nel paese.

Significa molte persone: tutte razionali, dice il loro leader. Ma nelle sue parole c'è anche l'impossibilità di assicurare che tutto possa filare liscio.

@simopieranni

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