Cina e Germania, dopo il decennio d'oro

Con un giro d'affari di 161,6 miliardi dollari nel 2013, Cina e Germania hanno proceduto ad un nuovo incontro al vertice a Pechino, sicuri della solidità del proprio rapporto economico. Dopo il decennio d'oro delle relazioni tra i due paesi, su cui pesa una tradizione tedesca di attenzione verso Pechino, i leader dei due Paesi hanno potuto mandare stilettate anche ad altri. Gli Usa nel mirino di Merkel, il Giappone in quelle di Xi Jinping.



E' accaduto infatti che Merkel ha incontrato i vertici cinesi e ha sparato a zero sugli Stati uniti, in riferimento al nuovo episodio di spionaggio che vede coinvolto un agente segreto tedesco, particolarmente interessato a riferire a Washington l’evoluzione dei lavori della commissione parlamentare sul caso Nsa. Li Keqiang e Xi Jinping, premier e presidente cinese, hanno incontrato Merkel e hanno sparato a zero sul Giappone, ricordando i crimini di guerra durante la seconda guerra mondiale, rinfocolando così una polemica che non pare assopirsi riguardo le isole contese (le Diaoyu per i cinesi, Senkaku per i giapponesi).

Si tratta di un’insolita cornice di polemiche internazionali nel viaggio, il settimo, della cancelliera in Cina; del resto tra i due paesi esiste una naturale, ormai, propensione agli affari che ha origini lontane e che negli ultimi anni ha dato vita a quello che gli analisti hanno definito il «decennio d’oro» nelle relazioni tra Berlino e Pechino, per quanto gli ultimi tempi abbiano visto anche alcune frizioni (per lamentele tedesche derivanti dal presunto furto di copyright da parte di aziende cinesi). Venendo agli accordi di questa tre giorni di visita - iniziata nella regione del Sichuan, nel capoluogo Chengdu, dove la cancelliera ha visitato gli impianti della Volkswagen e si è fatta immortalare al ristorante (la cucina sichuanese, piccante e raffinata è una delle grandi tradizioni culinarie del Paese) - spiccano la concessione alla Germania di una quota di investimento nelle Borse cinesi di 80 miliardi di yuan (circa 9,5 miliardi di euro). Inoltre, la Cina ha promesso l’acquisto di 123 elicotteri tedeschi mentre la Volkswagen ha annunciato la costruzione di nuovi impianti a Tianjin e Qindao.


Merkel sarà ricevuta anche dal presidente Xi e prenderà parte ai lavori della Commissione mista per l’economia e il commercio. I rapporti economici tra i due paesi, sono solidi: il commercio bilaterale tra Cina e Germania ha raggiunto 161,6 miliardi dollari nel 2013, pari a quasi un terzo del totale degli scambi Cina-Ue. Pechino è il maggior partner commerciale della Germania nella regione asiatica. Ad accompagnare Merkel nel viaggio di quattro giorni in Cina, una delegazione economica di alto profilo tra cui figuravano dirigenti di Siemens, Volkswagen, Airbus, Lufthansa e banche tedesche.

«La Germania - ha scritto il China Daily - è desiderosa di vendere i propri prodotti al mercato cinese in rapida crescita e la Cina è altrettanto desiderosa di imparare dall'esperienza della Germania per migliorare l'economia del paese».

Al centro della visita però, è finita la reazione di Merkel allo scandalo riguardante il presunto 007 tedesco, ma assoldato dagli Usa, che avrebbe spiato i lavori della commissione parlamentare tedesca sul caso Nsa. «Se le affermazioni sono vere si tratta di un affare serio», ha detto Merkel nel corso della conferenza stampa a Pechino. «In quel caso si tratterebbe di una evidente contraddizione con quello che considero essere una cooperazione in piena fiducia fra le nostre agenzie», ha aggiunto.

Secondo la stampa tedesca un agente dei servizi esteri tedeschi (Bnd) è stato arrestato mercoledì scorso perché sospettato di avere spiato il lavoro della commissione parlamentare sul Datagate per conto dell'intelligence Usa. Il ministro tedesco degli Esteri Frank-Walter Steinmeier ha chiesto a Washington di chiarire la vicenda il più presto possibile. E mentre la Germania polemizzava con Washington, Xi Jinping ha accusato il Giappone di voler «cambiare la storia e i fatti» negando di aver «aggredito» la Cina con l'invasione iniziata nel 1937 e terminata nel 1945 con la fine della seconda guerra mondiale. Xi ha parlato a Pechino davanti ad un migliaio di persone all’inaugurazione di un nuovo museo dedicato alla «resistenza del popolo cinese contro l'aggressione giapponese».

«Chiunque intenda negare, distorcere o imbellire la storia dell'aggressione non verrà mai tollerato dal popolo cinese», ha affermato Xi Jinping.

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