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Cina e Sud Sudan

Sono iniziati ieri i colloqui di pace tra il governo del Sud Sudan e i ribelli. Come hanno scritto le agenzie, «l'avvio dei negoziati, sotto l'egida dei paesi dell'Africa orientale, era atteso già da diversi giorni. Sul tavolo il cessate il fuoco in Sud Sudan, dilaniato da settimane da sanguinosi scontri tra governo e ribelli fedeli a Machar». La novità è che a partecipare ai negoziati ci sarà anche la Cina, in veste di mediatore.

 

Il «Sogno Cinese» di Xi Jinping prevede un ruolo più attivo della Cina negli ambiti internazionali, soprattutto in quelle zone dove gli interessi di Pechino sono tanti e prioritari. Da quando si è instaurato, Xi ha spinto per una nuova proposizione cinese nel mondo, retta dalla consapevolezza di essere ormai una potenza mondiale, non solo in termini economici, ma anche in termini diplomatici. Come dimostrato con gli Stati Uniti o durante i colloqui di Ginevra per il nucleare iraniano, la Cina si considera ormai parte internazionale in grado di influenzare la diplomazia mondiale.

E' dunque per questo e perché la Cina è il primo investitore nell'industria petrolifera del Sud Sudan che Pechino ha deciso si inserirsi nelle vicende del paese, chiedendo un immediato cessate il fuoco nello stato africano all'interno dei colloqui di pace in corso ad Addis Abeba.

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha detto che Pechino è profondamente preoccupata per i disordini in Sud Sudan, dove si sono contati oltre mille morti ma la preoccupazione principale per la Cina sembra essere quella legata al taglio di circa un quinto della produzione petrolifera del paese a causa del conflitto in corso. A questo va aggiunto che la China National Petroleum Corp ha evacuato i propri uffici nel Sud Sudan.

Wang ha specificato che la Cina chiede l'immediata cessazione delle ostilità e la violenza, mentre avrebbe già incontrato sia esponenti dei ribelli sia una delegazione governativa del Sud Sudan. Come spesso è accaduto in analoghe situazioni internazionali, la Cina tiene aperte tutte le porte: lo aveva già fatto in Siria, in Libia e pare farlo anche in Sud Sudan. L'importante è preservare gli interessi cinesi nella zona, senza preclusioni ideologiche.

Wang ha infine sottolineato che la Cina farà il possibile per aiutare a ripristinare la stabilità nel Sud Sudan e ha esortato le potenze internazionali per sostenere gli sforzi di mediazione.

 

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