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Cina, gli Usa e le elezioni a Taiwan

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Sabato 16 gennaio si vota a Taiwan. Come tutto quanto ruota attorno alla Cina anche le elezioni in quella che Pechino considera l'isola «ribelle» assumono una loro rilevanza internazionale. Favorito il partito democratico progressista che potrebbe portare una donna al vertice politico di Taiwan.

Benché Tsai Ing-wen abbia moderato le proprie posizioni, il Partito democratico di Taiwan rimane su posizioni fortemente anti cinesi benché non sia più indipendentista in modo radicale. Eppure è favorito, mentre i nazionalisti del Kuomintang hanno stretto accordi commerciali con Pechino.

Tsai ha 59 anni, ha ha frequentato la National Taiwan University e ha conseguito un dottorato presso la London School of Economics. Avvocato e professoressa prima di iniziare la vita politica, ha già «servito» come ministro del consiglio per gli affari continentali ed è anche stata vicepremier. È stata eletta nel 2004.

Il suo rivale principale è Eric Chu. Come scrive il New York Times, «Chu è stato scelto come candidato del Kuomintang nel mese di ottobre, in sostituzione di Hung Hsiu-chu, esclusa dal partito a causa della sua brutta figura nei sondaggi. Ma è cambiato poco: Chu nei sondaggi rimane indietro di almeno 20 punti. Chu è il presidente del Kuomintang e sindaco di New Taipei City.
Ha conseguito un dottorato di ricerca alla New York University e ha insegnato contabilità prima di entrare in politica, unendosi alla legislatura del 1999. Ha lavorato come magistrato della contea di Taoyuan, e come vice premier e ministro della commissione per la protezione dei consumatori».

Pechino, con lo storico incontro del 2015 tra Xi Jinping e il presidente uscente taiwanese ha reso chiara la propria posizione: la Cina preferirebbe una conferma dei nazionalisti, ma riconoscendo per certi versi il governo taiwanese, sembra disposta a riconoscerne anche una guida democratica. Almeno così pare.

Sulle elezioni però non incombe solo Pechino, ma anche Washington, alleato di Taiwan e storicamente disposta a difendere l'isola da eventuali mire militari cinesi.

La Casa Bianca in settimana ha invitato Taiwan e Cina ad evitare «una escalation delle tensioni» specie in caso di una vittoria del Partito Democratico Progressista. «Il vice consigliere per la sicurezza nazionale di Obama, Ben Rhodes, come riporta Reuters, ha detto che gli Stati uniti vogliono vedere i problemi tra Taiwan e la Cina affrontati serenamente», indipendentemente da chi vince le elezioni presidenziali e parlamentari di sabato.

«Non pensiamo che un'escalation delle tensioni sia nell'interesse di entrambe le parti», ha detto Rhodes in una conferenza stampa. «Quello che vogliamo vedere è calma e dialogo».
@simopieranni

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