La Cina, l'Isis e il non intervento

Il presidente cinese ha condannato i fatti accaduti in Mali, dove la Cina ha patito l'omicidio di tre suoi connazionali nell'hotel assaltato e dove in generale Pechino ha interessi economici non da poco. E analogamente aveva condannato l'esecuzione del prigioniero cinese da parte dell'Isis. Ma le indicazioni cinesi sembrano non cambiare nell'ambito internazionale, confermando ad ora il «non intervento».

Gli ultimi avvenimenti pongono la Cina di fronte a dubbi sulla propria tattica di non intervento nelle zone di guerra, una teoria diplomatica portata avanti con costanza dalla Cina nonostante i tanti tentativi internazionale di irretire Pechino nei conflitti armati.

La Cina ha questa posizione alla luce dei suoi «problemi interni», per i quali chiede alla comunità internazionale analogo comportamento.

Del resto Pechino è sempre stata al di sopra delle parti, da un punto di vista militare, limitandosi a favorire gli interessi della Russia per quanto riguarda la Siria. Ora le cose potrebbero cambiare, sia per l’uccisione di Fan, sia perché Mosca potrebbe convincere Pechino a mostrarsi più intraprendente.

Ma non c’è da credere che Pechino abbocchi: più probabile un lavoro diplomatico nelle sedi internazionali per favorire la novella coalizione franco-russa. Mosca e Pechino - intanto - continuano nel loro business: la Cina ha acquistato 24 caccia multiruolo Su-35 dalla Russia per un valore totale di circa due miliardi di dollari.

Lo ha annunciato Serghiei Cemezov, direttore generale della Rostec, holding statale russa dei prodotti industriali hi-tech civili e militari. La Cina è il primo paese a cui Mosca fornisce i Su-35, finora usati solo dall'aviazione russa.

Sul fronte internazionale, le reazioni cinesi alla notizia della morte del cinese per mano del Califfo sono state veementi.

La Cina ha promesso «di assicurare alla giustizia» i responsabili dell’esecuzione, specificando che lo Stato Islamico ha comunicato di aver ucciso un norvegese e un prigioniero cinese e mostrando quelle che sembravano essere le immagini dei morti sotto la scritta «giustiziato», nell’ultima edizione della sua rivista in lingua inglese, Dabiq.

E oggi Xi Jinping ha detto di augurarsi una cooperazione internazionale per sconfiggere il terrorismo, alla luce anche della risoluzione Onu di ieri.

Sull'esecuzione del prigioniero in mano all'Isis si è espresso anche il premier Li Keqiang: «La Cina – ha detto - rafforzerà la tutela dei suoi cittadini e delle organizzazioni all'estero, dopo l'assassinio dell'ostaggio cinese da parte dello Stato Islamico (IS) in Siria».

«Il governo cinese condanna fermamente le atrocità», ha detto Li, esprimendo la sua profonda solidarietà alla famiglia della vittima. Il governo cinese attribuisce grande importanza alla sicurezza dei suoi cittadini all'estero, ha infine detto il premier, promettendo continui sforzi per salvaguardare la loro sicurezza.
@simopieranni

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