400 cinesi nella lista dei miliardari di Forbes

Ogni anno un record, la nuovissima Cina non si fa mancare niente e ormai da tempo è terra di miliardari. Nella nuova classifica delle persone più ricche al mondo stilate come ogni anno dalla rivista statunitense di economia e finanza, 400 tra i miliardari sono cinesi. E si tratta di un record.

I cinesi presenti nella lista di Forbes permettono anche di analizzare alcuni punti dello sviluppo cinese, uno dei paesi con la maggior differenza tra i miliardari e la popolazione povera. E il fatto che rispetto agli anni scorsi siano addirittura aumentati i milionari cinesi nella lista, significa che nonostante il rallentamento economico, per chi mantiene leve di potere finanziario e politico le occasioni per aumentare i propri patrimoni non mancano.

Consultando la lista offerta da Forbes, inoltre, si può notare quali siano i settori trainanti il gruppetto dei miliardari cinesi, evidenziando un chiaro peso di alcune attività legate all'on line e all'innovazione che per ora avvantaggiano un nuovo gruppo di imprenditori.


Il primo cinese a comparire nella lista dei miliardari è Wang Jianlin, capo indiscusso di Wanda. Nella classifica mondiale è solo al diciottesimo posto, ma è il primo tra i connazionali. Il capitale di Wang supera i trenta miliardi di dollari, è in aumento rispetto all'anno scorso a conferma che il settore del real estate, per quanto diversificato «alla Wanda», è ancora un tesoro economico nel paese della Grande Muraglia.

Al secondo posto tra i cinesi Jack Ma, fondatore di Alibaba e promotore di numerose iniziative commerciali, non ultima l'investimento nel vino italiano o il rugby. Jack Ma è ormai un esempio di imprenditoria cinese, un po' arrivato dal nulla e capace di imporre un proprio discorso anche in termini «imprenditoriali» e organizzativi al paese.

Al terzo posto c'è Ma Huateng di Tencent, poi seguono Robin Li di Baidu a specificare il peso delle ex «new» company che ormai sono diventate una certezza in Cina. I primi tre «miliardari» secondo Forbes, lo sono anche secondo la lista di Hurun.

«L'aumento del numero di miliardari e delle miliardarie dimostra che esistono grandi opportunità di business in Cina a dimostrazione che i cambiamenti strutturali del paese continuano», ha detto Russell Flannery, senior editor nonché uno dei compilatori del Forbes Cina Rich List.

Sicuramente per i miliardari cinesi non sembra fermarsi l'onda positiva: gli affari continuano a farsi e i loro patrimoni continuano a crescere. Ma, mentre i propri leader politici sono chiusi nel conclave a giocarsi le carte dei loro segreti scontri politici, il paese sembra un po' in difficoltà.

I profitti industriali in Cina a settembre hanno registrato un rialzo annuo del 7,7%, da considerarsi però al ribasso nel confronto col +19,5% di agosto: secondo l'Ufficio nazionale di statistica, che sviluppa la statistica tenendo conto delle aziende con ricavi annui oltre i 20 milioni di yuan (3 milioni di dollari), il trend sconta la debolezza di settori come elettronica, acciaio ed energia. Nei primi nove mesi dell'anno, i profitti industriali segnano un progresso dell'8,4%, allo stesso livello misurato a gennaio-agosto.

Analogamente si registrano ancora proteste e lotte dei lavoratori, mentre la situazione ad Hong Kong sembra farsi sempre più calda. Sarà un fine anno particolare per la Cina, non per i suoi miliardari naturalmente.

@simopieranni

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