Cina, per i corrotti fine degli sconti di pena

Nessuna pietà per chi è condannato per corruzione. La Cina da lunedì non effettuerà più sconti di pena ai corrotti: per loro si chiudono le porte del carcere a vita. Chi verrà condannato a morte e avrà la pena sospesa nell'ergastolo, non godrà più di alcuno sconto, neanche per buona condotta. Cambiano alcuni “riferimenti”, come ad esempio la mole di soldi “rubati”, ma la pena sarà da ora inflessibile.

Fin dal suo insediamento Xi Jinping ha avviato una campagna anticorruzione furiosa. Alla forza investigativa era naturale si accompagnasse anche un adeguamento dell'impianto penale, in modo da creare, forse, una deterrenza ancora maggiore.

I numeri della progressione del team anti corrotti messo in piedi da Xi Jinping sono implacabili: dal 2013 allo scorso anno, i tribunali cinesi hanno accettato 81.805 casi di corruzione, di cui 69.017 sono stati conclusi, secondo il giudice superiore.

L'anno scorso i pubblici ministeri hanno trattato 4.490 casi da 1 milione di yuan o più in corruzione, abusi d'ufficio e appropriazione indebita, e hanno anche iniziato a studiare diversi funzionari a livello ministeriale, tra cui Ling Jihua, ex capo del Dipartimento del Fronte Unito per il Lavoro del Comitato Centrale del PCC.

Nessuno è stato risparmiato o perdonato. E ora tra pene di morte ed ergastoli, qualcosa cambia anche nelle pene.

«Per alcuni imputati, la pena di morte è troppo pesante e una condanna a morte sospesa troppo leggera, quindi abbiamo realizzato la nuova sentenza dopo ricerche e discussioni, in una mossa per assicurare che le pene saranno in linea con le offese», ha spiegato ai media cinesi Pei Xianding, giudice supremo del tribunale penale ai sensi della Corte Suprema del Popolo

«L'ergastolo senza condizionale è una nuova categoria di penalità per la corruzione, il che significa che i detenuti data tale punizione passeranno il resto della loro vita in prigione, non importa quanto bene si comportino mentre sconteranno la loro pena», ha ribadito Pei Xianding.

La modifica dell'atteggiamento penale è spiegato dal China Daily: «In passato, una condanna a morte con un rinvio di due anni poteva essere commutata in ergastolo se il condannato si comportava bene durante i due anni, e la sentenza poteva essere ulteriormente tagliata se continuava a comportarsi bene in carcere».

Con la nuova interpretazione, in vigore da lunedì, i detenuti invece non avranno la possibilità di uscire dal carcere se verranno condannati al carcere a vita. «Il carcere a vita senza condizionale sarà emesso congiuntamente a una condanna a morte con un rinvio di due anni, secondo l'interpretazione da parte della Corte Popolare Suprema e la Procura Suprema del Popolo».

«Per alcuni imputati, la pena di morte è troppo pesante e una condanna a morte sospesa troppo leggera, quindi abbiamo realizzato la nuova sentenza dopo ricerche e discussioni, in una mossa per assicurare che le pene saranno in linea con le offese», ha detto Pei.

Naturalmente questo non significa non ci sarà pena di morte in casi di corruzione: «Per coloro i cui reati soddisfino i requisiti della pena di morte, i tribunali li condannerà a morte senza esitazione», ha aggiunto.

Anche il Global Times ha dato risalto alla notizia sottolineando le novità: Zhou Guangquan, un professore di diritto penale alla Tsinghua University, ha spiegato che «La nuova sentenza è una forma alternativa alla pena di morte per corruzione, e deve essere applicata incondizionatamente. Gli imputati a cui verrà data questa pena non verranno rilasciati e non avranno la loro pena commutata».

La nuova interpretazione modifica anche la soglia di denaro nei casi di corruzione a 30.000 yuan (4.630 dollari), «perché lo standard di 5.000 yuan nella versione del 1997 non poteva tenere il passo con lo sviluppo economico», ha detto Chen Xingliang, un professore di legge all'Università di Pechino.

Ma Miao Youshui, vice giudice capo del tribunale penale, ha detto che coloro che saranno coinvolti in tangenti di piccola quantità saranno ancora puniti se si rifiuteranno di restituire il denaro illecitamente ottenuto, se sono stati condannati per altre accuse o se gli sono state date punizione disciplinari per appropriazione indebita o corruzione.
@simopieranni

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