Cina, Usa e Corea: missili e sistemi di difesa, Pyongyang apre una nuova crisi

La Cina è riunita nel suo momento parlamentare: l'Assemblea nazionale deve ratificare le decisioni prese dalla leadership su crescita e prospettive future. Un argomento importante è la spesa militare: Li Keqiang il premier cinese, ha sottolineato le nuove sfide del contesto internazionale. E oggi Pechino reagisce in modo nervoso alla decisione americana di installare il sistema di difesa missilistico in Corea del Sud, a seguito di una nuova crisi aperta dal lancio di 4 missili contro il Giappone da parte di Pyongyang.

Proprio mentre la Cina è riunita per ratificare i piani per il futuro, una nuova crisi pare aprirsi nell'area del Pacifico. E ancora una volta è la Corea del Nord a scatenare un domino di eventi sgraditi proprio a Pechino, forse stanca di difendere un alleato riottoso e poco propenso ad accettare un minimo di regole internazionali.

I fatti: i missili coreani

Nella giornata di ieri, la Corea del Nord avrebbe inviato quattro missili balistici verso il Giappone. Tre di questi sarebbero finiti nella zona economica esclusiva giapponese senza provocare danni. La distanza percorsa sarebbe stata di oltre mille chilometri: qualcosa di più di un semplice test. Abbastanza da preoccupare tanto Washington quanto Seul. 

Gli Usa hanno immediatamente condannato con i lanci ribadendo il proprio l'impegno a difendere gli alleati. La Corea del Sud ha dato il via al pronto coordinamento con Usa e Giappone in risposta ai quattro missili testati.

Ieri, a seguito dei lanci della Corea del Nord, la Cina aveva dichiarato di «opporsi» ai test di missili della Corea del Nord. Secondo Pechino Kim jong-un, leader nord coreano, aveva ancora una volta violato quanto stabilito dall'Onu nelle sue risoluzioni. Allo stesso tempo Pechino aveva denunciato le attività militari congiunte tra Washington e Seul: «sotto le attuali circostanze, tutte le parti dovrebbero esercitare autocontrollo ed evitare ogni cosa che possa provocare gli altri o alzare le tensioni regionali».

La reazione di Washington e Seul

E poche ore fa è arrivato l'annuncio: le forze armate statunitense hanno avviato il dispiegamento di un sistema di difesa anti-missile in Corea del Sud, dopo il lancio di varie testate da parte della Corea del Nord.

Del resto a seguito dei lanci di ieri, lo stesso presidente Trump aveva parlato di Corea del Nord come una nuova e pericolosa «minaccia». Si tratta dunque di una crisi che assume contorni sempre più rischiosi, date le ultime novità provenienti dall'area con il recente sequestro di cittadini malesi da parte del regime di Pyongyang, come ritorsione dopo le accuse rivolte al governo nord coreano di essere il «mandante» dell'omicidio del fratellastro del leader Kim.

Per quanto riguarda Usa e Corea del sud, la notizia del dispiegamento del sistema antimissilistico, è stata resa nota dal Comando Usa del Pacifico. Lo spiegamento del sistema Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) «contribuisce a un sistema di difesa stratificato e migliora la difesa dell'Allenaza Usa-Repubblica di Corea contro le minacce missilistiche nonrdocoreane», secondo una nota trasmessa dal comando.

Gli ultimi lanci missilistici della Corea del nord hanno messo in allarme tanto Washington quanto Seul. Pechino aveva ancora di recente criticato la Corea del nord, proprio perché l'atteggiamento di Pyongyang rischia di complicare la vita diplomatica nell'area al gigante cinese.

La reazione cinese

E infatti la reazione non si è fatta attendere: «Siamo fermamente contrari al dispiegamento del Thaad nella Repubblica di Corea da parte degli Stati Uniti» e della Corea del Sud, ha dichiarato Geng Shuang, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino nel corso di un punto stampa.

«La Cina prenderà con decisione le misure necessarie per difendere i nostri interessi di sicurezza. Qualunque conseguenza derivante da tutto questo sarà a carico di Stati Uniti e Repubblica di Corea», ha aggiunto.

Da parte di Pechino, dunque, arriva un messaggio chiaro: «La Cina difenderà con decisione» la propria sicurezza dopo il dispiegamento in Corea del Sud del Thaad, il sistema antimissile dell'esercito statunitense per colpire missili balistici a medio e corto raggio.

@simopieranni

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