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Cina, Xi Jinping fa fuori un altro rivale per la leadership

Destituito, e forse sotto indagine, il capo del partito comunista a Chongqing in Cina. Protetto dell'ex premier Wen Jiabao, pare, Sun Zhengcai era considerato un potenziale successore di Xi Jinping. Il presidente lo ha così sostituito con un suo fedelissimo. Le manovre per il Congresso di autunno sono ormai nella fase più calda.

Sun Zhengcai
Sun Zhengcai

In Cina diventare il capo del partito della megalopoli di Chongqing, dopo che il precedente boss è finito in carcere con varie accuse di corruzione, abuso di potere e con lo spettro di una moglie accusata di omicidio e anch'essa in carcere, presenta difficoltà non da poco. Analogamente, quella posizione garantisce storicamente la presenza tra i 25 membri del Politburo e una forte possibilità di finire tra i sette, o i nove, dell'Ufficio politico del Politburo del partito comunista cinese.

Nel 2012 l'incarico prestigioso e rischioso di capo del partito a Chongqing è toccato a Sun Zhengcai, classe 1960, di qualche mese il più giovane funzionario a essere nel Politburo (l'altro è Hu Chunhua).

E qualche giorno fa Sun, considerato un protetto di Wen Jiabao e un potenziale successore di Xi Jinping, è stato destituito dal suo ruolo di capo del partito e – secondo altre fonti citate dal Wall Street Journal – sarebbe addirittura sotto indagine.

A corroborare questa tesi – ovvero che ci sia lo zampino di Xi Jinping in questo declassamento e probabile messa in stato d'accusa - ci sono due indizi piuttosto forti, oltre alle fonti sentite tanto dal Wsj quanto dal South China Morning Post che ha proposto un articolo sullo stesso argomento: innanzitutto Sun Zhengcai pare fosse un protetto di Wen Jiabao, che da molti all'epoca dello scandalo di Bo Xilai, fu considerato uno dei principali artefici di quella caduta. Questo significa che gli «ex» come al solito in Cina continuano ad applicare il proprio potere.

Evidentemente Xi Jinping ha intravisto il pericolo di una camarilla guidata dall'ex premier, confermando che al di là del suo soprannome, Winnie the Pooh, abbia l'istinto del cobra. Colpisce all'improvviso e ogni morso diventa letale.

Chi seguì la vicenda di Bo Xilai non potrà dimenticare che al termine dell'Assemblea nazionale con Bo Xilai già travolto dalla notizia del suo «braccio destro» Wang Lijun nel consolato americano di Chengdu, Wen Jiabao usò parole durissime contro di lui. Il 14 marzo nella conferenza stampa post «due sessioni» l'allora premier in un insolito attacco fece capire la condanna del partito nei confronti di Bo per la gestione del caso Wang e specificò che «tragedie storiche come la Rivoluzione culturale non si sarebbero mai ripetute in Cina», con un chiaro riferimento alla politica «canta il rosso» di Bo Xilai a Chongqing. Il giorno dopo Bo Xilai venne rimosso da ruolo di capo del partito di Chongqing.

Sun, dunque, non solo è giovane e – pare – capace, ma ha anche i protettori giusti; per questo Xi Jinping ha deciso di metterlo in difficoltà.

Il secondo indizio riguarda il fatto che proprio il governo di Pechino aveva dato segnali nei mesi scorsi, quando aveva fatto trapelare di non essere soddisfatto dell'opera di «sradicamento» totale delle opere di Bo Xilai a Chongqing, considerata insufficiente, da parte della nuova amministrazione.

Tutto fa quindi pensare che Xi Jinping, in vista del prossimo congresso del partito dove si aspetta di puntellare la proprio leadership, già potentissima, abbia voluto eliminare un suo possibile nemico politico in seno all'Ufficio politico del Politburo, nonché suo potenziale successore.

La scelta del sostituto infatti è molto chiara: al posto di Sun è stato nominato Chen Min'er, protetto di Xi per il quale aveva già lavorato come capo della propaganda quando Xi era al comando del partito nella regione dello Zhejiang, dal 2002 al 2007.

Tutti ora ritengono che Chen, classe 1956, sia posizionato al meglio per fare un doppio salto (al momento è nel comitato centrale composto da circa 370 funzionari) e arrivare già a ottobre proprio nell'Ufficio centrale, saltando il passaggio intermedio del Politburo. Secondo molti Xi potrebbe «allevare» Chen all'interno delle stanze del potere cinese per poi scegliere lui come suo successore, benché tutto faccia pensare che Xi voglia avere intorno a sé un Ufficio centrale completamente sotto il suo controllo per tentare di estendere il suo ruolo a tre mandati, andando oltre al 2022, anno in cui scadrebbe, in teoria, il suo decennale al comando.

@simopieranni

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