Cinque cose sullo storico incontro tra Cina e Taiwan

Sabato 7 novembre a Singapore, ci sarà lo storico incontro tra il presidente cinese e taiwanese. Come nel 1993, quando a Singapore venne ospitato un incontro tra Cina e Taiwan, anche per questo primo meeting tra i due presidenti la location scelta è Singapore. «Il fatto che l'incontro si tenga a Singapore non è una casualità. Singapore ha stretti rapporti sia con Pechino, sia con Taipei», ha detto al South China Morning Post l'ex ministro degli affari esteri di Singapore George Yeo.

Quello tra Xi Jinping, presidente cinese e Ma Ying-jeou, presidente di Taiwan è un incontro storico Il primo tra i due leader dopo la fine della guerra nel 1949. Pechino non riconosce Taiwan, da sempre sogna la riunificazione.
Ma dal 1949 molte cose sono cambiate. Intanto il concetto di «una sola Cina». Pechino e Taipei riconoscono Cina e Taiwan come un'unica entità, ma Taipei non riconosce Pechino come il legittimo governo.
Dal 1971, ad esempio, all'Onu c'è la Cina e non più «La repubblica di Cina», ovvero Taiwan.Fino al 2008, quando venne eletto proprio Ma, chi dalla Cina voleva recarsi a Taiwan, doveva passare da Hong Kong. Solo da allora esistono i voli diretti. Si tratta del risultato di un avvicinamento confluito poi economicamente nell'accordo di libero scambio tra i due lati dello stretto (Ecfa) siglato poi nel 2010 e che abbassa le tariffe e le barriere commerciali tra le due parti.

1) Ma Ying-jeou è l'esponente del Kuomintang, partito nazionalista, storicamente avverso alla Cina, ma che negli ultimi tempi ha assunto una posizione più filo- Pechino. La sua elezione nel 2008, fu «benedetta» proprio dal Pcc, anche attraverso l'avanzamento di accordi economici di libero scambio tra i due paesi.
2) Dopo la corsa come tigre asiatica e la crisi cui ne seguì, Taiwan è diventata fondamentalmente legata alla Cina da un punto di vista economico, riducendo di molto le mire indipendentiste del Partito democratico progressista, benché quest'ultimo, in vista delle elezioni del gennaio 2016, sia dato in vantaggio rispetto al Kuomintang.
3) I due presidenti si chiameranno «signore», anziché «presidente».  Si tratta di schermaglie dialettiche a fronte di nazionalismi mai sopiti, ma che ormai sono superati dai rapporti economici tra i due paesi. La visita a Singapore, l'incontro tra i vertici, servirà a saldare questa alleanza tra Pechino e Kuomintang, in vista delle elezioni, con la promessa, forse, di Pechino, di finanziamenti e nuovi accordi.
4) I tempi durante i quali la Cina minacciava un'invasione (benché sia ancora un'esercitazione costante del suo esercito) con la controminaccia statunitense di difendere l'isola come fosse parte del suo territorio, sono ormai distanti. La Cina ormai vede Taiwan come un paese da controllare, per ottenere al meglio i propri vantaggi nell'area. In termini economici, e in termini strategici- militari.
5) L'incontro di sabato a Singapore sarà importante soprattutto per Ma, impegnato nella campagna elettorale di gennaio. É stato specificato che non ci sarà alcun accordo firmato, si tratta quindi di un incontro per ribadire la propria vicinanza, in chiave politica.
@simopieranni

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