Cosa c'è da sapere del Plenum del Partito comunista in Cina

Da lunedì il Partito Comunista Cinese (CPC) è riunito per la quinta sessione plenaria del 18° Comitato Centrale (circa 200 membri) per delineare il 13° piano quinquennale (2016-2020) per lo sviluppo nazionale, partendo dai risultati straordinari nel periodo del 12° piano (2011-2015 ), scrive il China Daily, sottolineando l'importanza strategica di questo incontro.

Solitamente i Plenum, che si svolgono praticamente a porte chiuse e di cui si sanno gli esiti solo il giorno conclusivo, in questo caso giovedì 29 ottobre, sono fondamentali per la vita politica del paese, perché delineano le strategie future e mettono in piedi le nomine per la futura leadership.

L'espressione da tenere a mente, da adesso per i prossimi dieci anni è «nuova normalità» (xin changtai): la Cina cresce, ma meno di quanto fatto finora, ma questo dato al ribasso (comunque superiore ai numeri dell'economia mondiale e non di poco) deve diventare, nell'ottica del Partito comunista cinese, un'opportunità per spngere sulla qualità a discapito della quantità.
Il nuovo piano quinquennale (2016-2020) dovrà dunque mettere sulla strada giusta il grande camnbiamento che la Cina punta a realizzare: passare da un'economia basata su investimenti e orientata all'export ad un'economia dell'innovazione, trainata dal mercato interno. Non è facile, anzi.

Come scritto dai media nazionali, «La Cina prevede di raggiungere una crescita media del PIL del 7,8 per cento nel periodo 2011-2015, molto più elevato rispetto al tasso medio globale del 2,5 per cento. Essa è diventata la seconda economia stimata per più di 10 mila miliardi di dollari e contribuisce a più di un quarto della crescita economica globale».

Nel frattempo la Cina continua ad essere «il numero uno mondiale nei settori di fabbricazione e commercio, nel frattempo, è stata elencato tra i paesi della classe media in termini di PIL pro capite. Il suo tasso di urbanizzazione ha superato il 50 per cento. La Cina si sta trasformando da un paese esportatore di vestiti, scarpe e cappelli in un produttore ed esportatore di treni ad alta velocità».Il 13° piano quinquennale prevede un periodo fondamentale per l'obiettivo della Cina di costruire una «società globalmente benestante», come riportato dalla Xinhua.

I piani quinquennali – ricorda il Global Times - sono stati redatti dal 1953 per mappare le strategie per lo sviluppo economico e sociale, fissando obiettivi di crescita e le politiche di sviluppo.

«Gli esperti hanno convenuto che la “nuova normalità” dell'economia cinese sarà discussa durante la riunione e ci sarà un focus su come compilare il modello economico dei prossimi cinque anni, visto l'attuale rallentamento».

Il Global Times definisce il termine: «La “nuova normalità” è caratterizzata da un passaggio dalla precedente crescita ad alta velocità ad una di velocità medio-alta e il potenziamento della struttura economica» (citazione delle parole del presidente Xi Jinping del novembre 2014».

«La nuova normalità costituisce una solida base per la definizione delle strategie di sviluppo economico da quando l'annuale Central Economic Work Conference è stata convocata all'inizio del dicembre del 2014”, lo ha detto Gong Weibin, direttore del Centro di Ricerca di governance sociale presso la Chinese Academy of Governance».

Poi, infine, c'è il potenziale rimpasto delle cariche. Come sottolineato dal Beijing Dailydal 2012 un totale di 104 membri sui 205 del Comitato Centrale sono stati promossi, degradati o espulsi dalle loro posizioni.

Tra questi, 81 sono stati promossi a posizioni chiave, 16 sono stati trasferiti in posti meno importanti, e 7 sono stati rimossi dai loro posti di lavoro.

«Alcuni dei sette membri potrebbero vedere la loro adesione revocata durante la quinta sessione plenaria del 18° Comitato Centrale che durerà fino a giovedì, dicono gli esperti. Dal momento che la radicale campagna anti-corruzione è stato lanciata nel 2012, l'annuncio di eventuali rimpasti di personale ha attirato maggiore attenzione».

«Il rimpasto su larga scala ha contribuito a selezionare i leader per azioni e coraggio, la Cina ha bisogno di tali dirigenti per affrontare i problemi economici e garantire un buon inizio durante il 13º piano quinquennale (2016-20)» ha raccontato Zhang Xixian, un professore della Scuola del Partito del Comitato centrale, al Global Times.
@simopieranni

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