Cosa intende la Cina per "via della Seta". Seconda parte

L'iniziativa della Cina «One Belt, One Road», sembra piacere anche alle istituzioni bancarie che, secondo la vulgata comune, sarebbero minacciate dalla nuova banca cinese (Aiib). Come specificato dal South China Morning Post, «L'Asian Development Bank (ADB) [competitor della Aiib, ndr] vede il potenziale per la cooperazione con la Cina nella sua iniziativa «One Belt, One Road» per rafforzare i collegamenti infrastrutturali regionali, e ha accolto con favore le nuove istituzioni che vogliono sostenere progetti di sviluppo», secondo quanto affermato da Stephen Groff, vice presidente della Adb.

 Questo perché, come abbiamo visto nella prima parte, le nuove rotte commerciali cinesi non comportano solo ferrovie e trasporti su rotaia, bensì anche vie marittime. Porti, zone economiche speciale, nuovi mercati.

One Road

La Via della Seta marittima del 21° secolo andrà dal sud del paese fino al sud-est asiatico, collegherà inoltre i porti cinesi a quelli europei. La Cina coopererà con i paesi lungo la «Cintura» e la «Via» per costruire una comunità di interessi comuni, responsabilità comuni e un futuro comune, «mostrando fiducia politica reciproca, integrazione economica e inclusione culturale», ha detto un alto dirigente cinese.

Per espandere la cooperazione, «la Cina negozierà con i paesi e le regioni lungo i percorsi della “Belt and Road” sull'apertura di zone di libero scambio con minori barriere non tariffarie. Porterà avanti anche i negoziati sugli accordi di protezione degli investimenti bilaterali e sugli accordi di doppia evasione della tassazione per proteggere i diritti legittimi e gli interessi degli investitori».

Chen Ji, direttore del Centro cinese per la ricerca di Economia Industriale presso l'Università di Economia e Commercio di Pechino, ha affermato al Global Times che il nuovo piano fornirà ulteriore stimolo alla riforma strutturale dell’economia. «Mentre la Cina aumenta gli scambi economici con le regioni vicine, potrà attingere a mercati con un potenziale maggiore. L’aumento commerciale fornirà anche un ulteriore impulso alle zone di libero scambio, in quanto parte del piano della Cina per un'economia più orientata al mercato», ha detto Chen.

 

Quanti soldi ci mette la Cina
Pechino ha lanciato un fondo da 40 miliardi di dollari per finanziare i progetti. Il governatore della Banca popolare di Cina Zhou Xiaochuan ha detto al China Business News che il fondo sarà simile al ramo investimenti della Banca Mondiale.

La Cina – ha scritto il magazine economico - sborserà miliardi di dollari per costruire strade, ferrovie e aeroporti in tutta l'Asia centrale e meridionale per assicurare che i due blocchi di cooperazione economica prosperino in mezzo all’impennata di accordi commerciali e il rafforzamento dei legami politici. Il fondo – infatti - si rivolge alla costruzione di infrastrutture, l'esplorazione delle risorse naturali, la cooperazione industriale e la finanza.

IL modello ZLS
Secondo gli esperti economici mondiali, la Cina creerà tre nuove zone di libero scambio sul modello di quella istituita un anno fa a Shanghai, mentre il governo cerca di sostenere il commercio poco brillante e incrementare la crescita in rallentamento della seconda più grande economia del mondo. Ma non solo perché proprio il progetto della «Cintura» e della Via della seta marittima, prevederebbero la creazione di analoghe zone, sull'esempio di quelle nazionali cinesi.

Scrive il Financial Times, che «I funzionari hanno recentemente discusso la possibilità di creare più ZLS nei paesi del Sud-Est e in Asia centrale, lungo quelle che Pechino ha chiamato Cintura economica della Via Della Seta e Via della Seta marittima del XXI secolo, ossia rotte commerciali tra la Cina e l'Europa.

E infine c'è l'Aiib, che analizzeremo nella terza e ultima parte di questi articoli dedicati alla nuova via della seta cinese.
@simopieranni

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

GUALA
GUALA