Decorazioni per il capodanno cinese in un parco di Pechino. REUTERS/Jason Lee
Decorazioni per il capodanno cinese in un parco di Pechino. REUTERS/Jason Lee

Nella periferia nord occidentale della capitale cinese, Pechino, c'è il noto e infausto carcere di Qincheng, un penitenziario gestito direttamente dal ministero di Pubblica Sicurezza e non da quello di Giustizia che controlla invece tutte le altre carceri.


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In questi giorni, secondo una fonte sentita dal quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, “la prigione è piena zeppa di detenuti” e non ci sarebbe abbastanza spazio “per ospitare gli incontri annuali delle famiglie con i detenuti” durante le feste per il capodanno cinese - che quest'anno cade il 16 febbraio, inaugurando l'anno del cane -.

A Qincheng sono finiti funzionari di altissimo livello, le “tigri” - da qui il nomignolo dato al carcere - come vengono definiti in Cina. Pezzi interi di storia del Paese hanno "soggiornato" in questa struttura, ancora prima che arrivasse la scure della campagna anticorruzione del presidente Xi Jinping, capace di mettere sotto indagine più di un milione di funzionari tra livelli apicali e più bassi. Molti di loro sono finiti proprio lì, nel supercarcere di Qincheng, ampliato poco prima della partenza della campagna del numero uno cinese.

Ma oltre ai nuovi arrivati, a Qincheng hanno soggiornato la moglie di Mao Jiang Qing, Wang Guangmei, la moglie dell'ex presidente Liu Shaoqi, l'ex assistente del segretario generale del partito Zhao Ziyang ai tempi del 1989, Bao Tong; il decimo Panchen Lama Choekyi Gyaltsen. E ancora, il defunto padre di Bo Xilai, Bo Yibo e Bo Xilai stesso, così come l'ex braccio destro di Bo, Wang Lijun. Sempre a Qincheng, è stato tenuto lì.

Ed è qui che l'ex zar della sicurezza Zhou Yongkang, il primo membro del Comitato permanente del Politburo ad essere incarcerato per corruzione, rischia di passare il resto della sua vita, anche se pare che al contrario degli altri detenuti possa usufruire di un piccolo cortile, oltre alla minuscola cella.

Per quanto riguarda l'attuale affollamento e il capodanno cinese, “la prigione di solito" ha raccontato la fonte al South China Morning Post "permette ai detenuti di più di 60 anni di avere un pasto in cella con un limitato numero di familiari più stretti in vista del Capodanno lunare. Alcuni di loro ricevono una zuppa, altri mangiano dei ravioli. Ma quest'anno la prigione ha cancellato la celebrazione con le famiglie e non solo quello: ha vietato ai visitatori di tutti i detenuti le visite per il capodanno”.

Stando a quanto si sa del carcere di Qincheng, nonostante gli “ospiti” siano “illustri”, il regime carcerario non è certo semplice: i detenuti vivono in spazi angusti e spesso sono completamente isolati - alcuni che ne sono usciti hanno anche denunciato maltrattamenti - e il controllo su di loro sarebbe continuo.

@simopieranni

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