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Domani sentenza d'appello per Bo Xilai (e qualche numero sulla corruzione in Cina, dal 2008)

Domani venerdì 25 ottobre si conoscerà l'esito del processo d'appello contro Bo Xilai; l'evento chiuderà la vicenda giudiziaria dell'ex capo di Chongqing, già condannato in primo grado all'ergastolo per corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere.

Solitamente i processi d'appello in Cina avvengono segretamente: anche quello contro Bo Xilai ha rispettato questa procedura, pur prevedendo, secondo fonti cinesi, una minima novità: domani infatti Bo Xilai potrebbe fare la sua ultima apparizione pubblica in attesa della sentenza, con la possibilità, si dice, di poter anche pronunciare un ultimo discorso.

E' da vedere, e capire, se saranno rese pubbliche le sue ultime parole prima della sua condanna, mentre è decisamente scontato il fatto che la sentenza d'appello confermerà quella di primo grado.
Con l'ergastolo a Bo Xilai si chiude quindi lo scandalo più clamoroso che ha coinvolto il Partito Comunista negli ultimi trent'anni, ma non finisce di certo la clamorosa campagna contro la corruzione lanciata da Xi Jinping.

Dopo Bo Xilai, pare infatti che nel mirino del Presidente possano esserci altri due big: Zhou Yongkang – ex capo della sicurezza e signore del petrolio in Cina – e addirittura Jiang Zemin, toccato di vicino poco tempo fa attraverso un'indagine che sembra puntare proprio contro il grande vecchio della politica cinese.

In generale però la campagna contro la corruzione di Xi Jinping, si inserisce in un processo che dal 2008, secondo quanto rilasciato dai media cinesi, avrebbe condannato «quasi 150mila persone per corruzione».

Come riportato dai media cinesi e dalla Reuters, 66mila funzionari del Partito sono stati indagati per aver accettato tangenti e altre 23mila persone per essere collusi, secondo quanto dichiarato alla Xinhua dal procuratore generale cinese Cao Jianming.

«Nonostante le unità della Cina per frenare la corruzione, Cao ha detto che al legislatore del paese le forze sarebbero ancora insufficienti. Alcuni dei nostri investigatori si affidano troppo sulle confessioni anziché sulle prove. Ci sono stati anche casi in cui i diritti legali delle parti sono stati gravemente violati durante le indagini per corruzione. Alcuni investigatori hanno abusato del loro potere».

Circa 4mila e ottocento casi hanno coinvolto un giro di tangenti pari ad almeno 1 milione di yuan (150 mila euro) e più di 13mila delle circa 200mila persone indagate tra gennaio 2008 e agosto di quest'anno sarebbero funzionari a livello di contea o superiore, di cui trentadue a livello ministeriale.

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