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Ergastolo a Bo Xilai, le prime impressioni

Ergastolo a Bo Xilai, per essere certi di non avere una rinascita politica dell'ex leader di Chongqing. E' questo il risultato del processo a seguito del più clamoroso scandalo politico degli ultimi trent'anni in Cina. Secondo la Corte di Jinan, ma secondo il parere di fonti cinesi la sentenza sarebbe stata decisa e voluta da Xi Jinping e i leader del Partito, Bo Xilai avrebbe preso oltre 3 milioni di dollari in mazzette e avrebbe abusato della sua posizione per impedire le indagini sull'omicidio dell'uomo britannico, ucciso secondo la giustizia cinese, dalla moglie di Bo, Gu Kailai, condannata alla pena di morte sospesa. Nel dettaglio, Bo è stato condannato all'ergastolo per il reato di corruzione (che prevedeva 10 anni come minimo, e la pena capitale come massimo), 15 anni per appropriazione indebita (minimo 10 anni, massimo pena capitale), sette anni per abuso di potere (massima pena prevista).

 

Queste accuse, in realtà, contano poco perché il processo, così come la sentenza ha principalmente motivazioni politiche.

La famiglia Bo Xilai dunque finisce, almeno in teoria, la propria epica cavalcata politica con due ergastoli, che pesano come macigni sulle ambizioni di quella fazione «neo maoista» a capo della quale si era stagliata la stella politica di Bo Xilai.

Il suo regno a Chongqing, fatto di politiche sociali, finanziamenti statali (Chongqing era cresciuta anche al 16 percento) e commesse di multinazionali straniere (basti pensare alla Hewlett Packard) aveva creato il mito del «modello Chongqing», una forzatura giornalistica e mediatica (il modello economico della città è piuttosto comune in Cina) che aveva però spinto Bo Xilai sulla scena nazionale e internazionale, come un papabile tra i sette che oggi governano il paese.

L'ergastolo è il tentativo della politica locale di tirare una riga su questo «modello», foraggiato dallo stato, vicino al popolo, ma anche in grado di eliminare i rivali politici e rasentare una vera e prorpia sfida ai vertici, che avevano ormai scelto una strada diversa, fatta di future privatizzazioni e smantellamento delle aziende di stato.

Rimane da capire quanto l'eredità politica di Bo Xilai accuserà il colpo: subito dopo il suo arresto, altri della sua cricca erano finiti in carcere o tagliati fuori da meccanismi di potere, ma negli ultimi tempi se c'è una fazione viva e agguerrita nel Partito Comunista, sembra proprio essere quella «neo maoista». L'ergastolo a Bo è un segnale politico di forza da parte di Xi Jinping, che pure sta cercando di tirare dalla propria parte gli orfani dell'ex leader di Chongqing.

Bo Xilai, apparso sui media con le manette, stretto tra due poliziotti, un'immagine molto emblematica, ha raccolto negli anni un seguito popolare enorme; molti cinesi lo ritenevano come l'uomo adatto a guidare la Nuovissima Cina. Un leader capace di entrare nel cuore e nei radar della popolazione, da tempo molto distante dalle questioni politiche nazionali.


Secondo la stampa locale Bo Xilai trascorrerà la propria condanna nel carcere di Qincheng nelle vicinanze di Pechino, che viene descritto come una sorte di carcere a cinque stelle: la giusta dimora per l'esilio politico di un principino.

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