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Usa-Cina: super funzionario cinese è in visita a Washington

Il super diplomatico cinese Yang Jechi è a Washington: come obiettivo principale ha quello di intavolare discussioni con la controparte americana, finalizzati all'incontro che Xi Jinping e Trump dovrebbero avere in Germania a maggio.

REUTERS/Lucas Jackson
REUTERS/Lucas Jackson

Le voci delle scorse settimane sono quindi confermate: Washington e Pechino sembrano procedere verso il disgelo o quanto meno verso una forma di dialogo più diplomaticamente accettabile per Pechino rispetto ai tweet trumpiani.

Dopo una prima fase burrascosa per le relazioni tra Cina e Stati Uniti prima e dopo l'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca e a seguito dell'apertura della nuova amministrazione a Taiwan, Pechino ha inviato a Washington il suo più alto emissario, un viaggio destinato a confermare l'evidente avvicinamento tra i due paesi.

Yang Jiechi, infatti, è l'ex ambasciatore cinese a Washington, nonché ex ministro degli Esteri, diplomatico considerato più influente del ministro degli Esteri Wang Yi.

Nell'agenda, in Cina non hanno dubbi, c'è l'organizzazione di un incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping.

Secondo i media cinesi l'entourage di Trump avrebbe assicurato Pechino circa la volontà del presidente americano di volersi confrontare attraverso la diplomazia con la controparte cinese.

Stando alle agenzie internazionali, Trump avrebbe incontrato Yang Jiechi, dopo gli incontri del funzionario cinese con il nuovo consigliere alla Sicurezza nazionale, H. R. Mc Master, da Jared Kushner, genero e consigliere di Trump, e da Steve Bannon, Capo stratega dell’amministrazione americana.

I possibili argomenti di discussione sono i seguenti:

La questione commerciale

Trump ha basato la propria campagna elettorale sbraitando contro la Cina accusata di dopare il mercato attraverso lo yuan e l'immissione di prodotti sovvenziati dallo stato. In questo senso la sua idea di riportare il lavoro negli Usa si scontra con la forza commerciale cinese e il deficit nella bilancia degli Usa. Questo sarà sicuramente l'argomento più spinoso: tutto da decifrare infatti il punto di compromesso.

A questo proposito l'amministrazione Trump starebbe provando punta ad aggirare la World Trade Organisation (Wto) e a trovare strade legali alternative con cui imporre unilateralmente sanzioni contro la Cina e altre nazioni qualora siano attuate pratiche commerciali ingiuste.

In questo modo Washington compierebbe un gesto clamoroso: prendere le distanze da un sistema che gli Usa stessi hanno aiutato a creare oltre 20 anni fa e che ha evitato guerre commerciali tra i Paesi membri della Organizzazione mondiale del commercio.

Come scrive il Financial Times, che cita funzionari americani, l'obiettivo di Trump è risolvere dispute commerciali in modo diverso rispetto a quello associato al Wto, istituito nel 1995.

La questione legata al mar cinese del sud

Trump ha già incontrato Abe, il suo più fedele alleato nello scacchiere del Pacifico, ma le cose per gli Usa, dopo la rinuncia al Tpp, potrebbero essere mutate. Tanti paesi si sono rivolti alla Cina, chiedendo un ruolo guida rilevante nell'area. Un interrogativo è il comportamento dell'amministrazione Trump rispetto alle questioni del mare conteso tra Cina e altri paesi asiatici. Ad ora specie Bannon e altri “consiglieri” di Trump si sono espressi in modo netto, ma il presidente al momento non ha indicato una chiara “strategia”.

Analogamente ci sono altre questioni rilevanti: le battaglie legate alla cyberwar tra i due paesi ed eventuali aperture della Cina agli Usa per quanto riguarda la “piattaforma” One Belt One Road, anche se al riguardo i tempi sembrano ancora poco maturi.

@simopieranni

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