Il 2015 in Cina: 4 cose importanti

Crescita al 7 per cento, 10 milioni di nuovi posti di lavoro, spinta sulle riforme e arretramento delle aziende di Stato, lotta alla corruzione e all'inquinamento. Sono i punti salienti del discorso effettuato dal premier cinese Li Keqiang all'apertura dell'Assemblea nazionale popolare a Pechino, il tradizionale appuntamento annuale legislativo del paese.

Il discorso del premier cinese Li Keqiang a Pechino, all'assemblea nazionale del popolo

 

Intanto, cos'è la «due sessioni»

L’Assemblea nazionale popolare, in Cina rappresenta quanto di più simile esista a un parlamento.
È composta da quasi 3mila funzionari e ratifica decisioni stabilite dal governo. Parallelamente si svolge l'Assemblea consultiva, con oltre 2mila persone che rappresentano la Cina sotto diversi aspetti, dall'economia allo sport. La funzione di questa «seconda» assemblea è simbolica, ma rende l’idea di quanto si muove nei meandri della socialità cinese.
Complessivamente, si tratta di quell’evento che in Cina viene definito liang hui, le due sessioni. Il momento più importante è il discorso di apertura del premier, quello più «curioso» è la conferenza stampa di fine sessione, in cui i leader cinesi si confrontano anche con la stampa internazionale.

1 -La crescita
Il documento che ha letto ieri Li Keqiang celebra un concetto che da tempo circola in Cina, quello della «nuova normalità», ovvero la necessità di crescere «solo» al 7 per cento.
Si tratta della crescita più bassa negli ultimi 20 anni, da quel 1990 seguito all'anno orribile, il 1989 e all'embargo subito dalla Cina dopo i fatti di Tiananmen. Trenta delle trentotto pagine del discorso del premier sono state dedicate al rallentamento dell’economia. La Cina, ha detto Li, «deve conservare un equilibrio tra la necessità di assicurare una crescita costante e quella di promuovere aggiustamenti strutturali».
Le difficoltà «che affrontiamo quest'anno potrebbero essere maggiori di quelle dello scorso anno»; Li Keqiang ha poi sottolineato la necessità di lottare contro l’inquinamento, «una piaga per la qualità della vita delle persone e un problema che pesa sui nostri cuori». Il nuovo anno «è cruciale dal punto di vista dell’approfondimento di riforme a tutto campo» ha aggiunto.

2- L'inquinamento
La Cina perseguirà una «rivoluzione» nelle energie rinnovabili come parte della sua battaglia contro la «piaga» dell’inquinamento.
La concentrazione di Xi su questo aspetto deriva dal fatto che ormai – come dimostra il successo del documentario Under the Dome, visto da oltre 200 milioni di persone in meno di una settimana – la questione ambientale è al primo posto nell'agenda anche del governo e non solo dei cittadini.
«L'inquinamento ambientale è una sventura per la qualità della vita e un problema che pesa sul cuore della gente. Dobbiamo combatterlo con tutte le nostre forze», ha specificato Li Keqiang.

3- Il lavoro, la disoccupazione
«Il ritmo di crescita dovrebbe rimanere stabile nel range ragionevole per creare almeno 10 milioni di nuovi posti di lavoro quest’anno, e mantenere il tasso di disoccupazione registrato al di sotto del 4,5 per cento» secondo il rapporto letto dal premier cinese.
Il limite superiore di inflazione dei prezzi al consumo ha come obiettivo il 3 per cento quest’anno, in diminuzione rispetto all’obiettivo dello scorso anno del 3,5 per cento.
Il governo centrale ha inoltre fissato l’obiettivo annuale di crescita delle esportazioni al 6 per cento, rispetto al 7,5 per cento del 2014.

4- Made in China 2025
Nel discorso di Li emerge anche una questione che in molti ritendono fondamentale: la necessità cinese di passare dalla quantità alla qualità.
«Metteremo in atto la strategia “Made in China 2025”, ha detto Li Keqiang, cercando uno sviluppo basato sull'innovazione, rinforzando le fondazioni, perseguendo lo sviluppo verde e raddoppiando i nostri sforzi per migliorare la Cina, facendolo diventare da un produttore di quantità, uno di qualità». ed ecco lo scarto: la qualità, preoccupazione principale dei leader cinesi.
Come arrivarci? Stando a Li Keqiang e il suo governo, una soluzione potrebbe essere quella di affidare un ruolo maggiore nell’economia alle imprese private, all’interno di mercato «aperto per dimezzare il numero di settori in cui è limitato gli investimenti esteri».
Aumentare i consumi e creare un «mercato interno capace di essere volano dell’economia, per i prossimi anni a venire», ha concluso Li.

@simopieranni

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