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Il Dalai Lama a Bruxelles e l'ira della Cina: «Irresponsabili»

Secondo quanto fatto sapere da Pechino, «la recente riunione dei leader del Parlamento europeo con l'esiliato leader spirituale tibetano, il Dalai Lama, ha danneggiato gli interessi fondamentali della Cina e gravemente compromesso la base politica degli scambi interparlamentari tra la Cina e l'Unione europea». Ci risiamo, la Cina contro il Dalai Lama e il suo «ricevimento» al parlamento europeo.

Negli anni scorsi, in alcuni casi, il Dalai Lama si è visto negare una visita ufficiale da capi di stato, proprio per non urtare la sensibilità della Cina. In tempi più recenti, Pechino ha sostanzialmente chiesto a Taiwan di non invitare il rappresentante tibetano. La posizione della Cina è chiara: il Dalai Lama rappresenta una «cricca» avversa a Pechino, un leader che dall'esilio indiano rivendica un potere su una società – quella tibetana – che è stata «salvata» dal regime teocratico religioso dai Lama dall'intervento del Pcc che ha trasformato il Tibet in una regione evoluta, portando progresso e miglioramenti economici.

Da parte tibetana, Pechino viene accusata di avere invaso il Tibet, trasferito per lo più popolazione han, schiacciando in modo ormai quasi fatale le antiche tradizioni culturali, linguistiche e religiose della regione, che ha vissuto nel suo passato in modo autonomo (anzi nella sua storia millenaria il Tibet ha addirittura conquistato territori in Cina) regolando i rapporti con l'imperatore cinese attraverso tributi, matrimoni. Lo stato-nazione ha messo in crisi un modello che conveniva a tutti, forzando Pechino a occuparsi (e occupare) una regione che oggi gode in ogni caso di grande autonomia.

Il problema è che la stessa regione spesso viene «blindata» e negata ad osservatori esterni: è quindi molto complicato sapere realmente cosa accade in Tibet. E quanto, anche, la personalità del Dalai Lama si ancora rappresentativa di una certa idea di autonomia o addirittura di indipendenza.

In un momento particolare, però, l'Unione europea ha invitato il leader spirituale tibetano a parlare al parlamento europeo creando la consueta reazione stizzita da parte di Pechino. Anche perché il Dalai Lama non ha lesinato critiche alla Cina, invitando anzi i paesi europei a fare sentire la propria voce in funzione anti cinese.

È che in questo momento i rapporti tra Cina e Ue, per quanto attivi da un punto di vista diplomatico e commerciale, rimangono tesi per le questioni legate alla sovraproduzione di acciaio e più in generale alla questione relativa allo status di economica di mercato: tra Ue e Cina, quindi, non corre un momento particolarmente propizio.

La visita ufficiale del Dalai Lama a Bruxelles getta benzina sul fuoco, tanto che la Cina ha annullato la prevista visita di una delegazione nazionale al parlamento europeo.

E i media nazionali, anche quelli più sobri, come il China Daily non fanno sconti. Cui Hongjian, direttore del Dipartimento di studi europei presso l'Istituto cinese di studi internazionali, ha detto al quotidiano che l'incontro con il Dalai Lama è «irresponsabile» e va contro i principi di scambio Cina-UE, «che devono aderire alla politica di una sola Cina e rispettare i reciproci interessi fondamentali».

L'incontro – continua il China Daily - dimostra che i legami Cina-UE «stanno sperimentando alcuni colpi di scena» quest'anno. Cui ha citato la risoluzione del Parlamento Europeo sullo status di economia di mercato della Cina come un altro esempio. Il Parlamento ha adottato una risoluzione che chiede alla Commissione Europea di non concedere lo status di economia di mercato alla Cina.

Wang Yiwei, l'esperto di studi europei presso la Renmin University of China, ha detto che «la riunione del Parlamento Europeo con il Dalai Lama cade fuori dalla linea di un buon momento dei legami Cina-UE degli ultimi anni».

«É certo che avremo una reazione su questo incidente. Non tollereremo questo atto sbagliato solo perché i legami Cina-UE si stanno sviluppando», ha detto Wang.

Anche le reazioni ufficiali hanno toni molto pesanti: lunedì il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang ha detto che il Parlamento europeo e Schulz hanno ignorato la «forte opposizione» della Cina all'incontro con il Dalai Lama, che si è svolto in contrasto con le promesse dell'Unione europea alla Cina sulla questione Tibet.

«La Cina è risolutamente contraria alle azioni sbagliate del Parlamento europeo», ha detto Lu in una conferenza stampa, aggiungendo che l'insistenza del leader del Parlamento a prendere una posizione errata ha danneggiato gli interessi fondamentali della Cina.

@simopieranni

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