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Il documento della Cina sulla "cooperazione internazionale nel cyberspazio"

La Cina ha rilasciato un nuovo documento sulla cooperazione per il cyberspazio: una nuova sfida agli Stati uniti per una nuova governance anche dell'internet. 

Mercoledì la Cyberspace Administration of China ha rilasciato un documento dal titolo “ International Strategy of Cooperation on Cyberspace” nel quale vengono messe in evidenze le strategie cinesi per il controllo dello cyberspace, alla luce della propria idea di internet, proposta questa volta su scala internazionale.

Il documento

Il documento comincia con una dichiarazione di principio: “Il cyberspazio è il luogo comune per le attività dell'umanità”. Nel resto del report si elencano le linee guide dell'internet concepite dalla Cina.

Innanzitutto viene ribadito l'intento di Pechino, focalizzato alla pace, al rispetto della sovranità, all'ideale di una governance e benefici condivisi. Anche sul piano dell'internet la Cina propone il Xi Jinping pensiero, sottolineando le possibilità win-win.

Gli obiettivi strategici della partecipazione della Cina nella cooperazione del cyberspazio internazionale sono: la salvaguardia della sovranità, la sicurezza e lo sviluppo degli interessi cinesi nel cyberspazio; il flusso sicuro ed ordinato di informazioni su Internet; il miglioramento della connettività globale; il mantenimento della pace, della sicurezza e della stabilità nel cyberspazio; la valorizzazione delle norme del diritto internazionale nel cyberspazio; la promozione dello sviluppo globale dell'economia digitale; la necessità di approfondire lo scambio culturale e l'apprendimento reciproco.

Il piano della Cina di azione comprende azioni per “promuovere la costruzione di ordine basato su regole sicure, la collaborazione con altri paesi in espansione, aumentando la riforma istituzionale nella governance di Internet, la lotta contro il terrorismo e crimini, e la necessità di proteggere la privacy individuale nel cyberspazio”.

Il documento recita inoltre che la Cina “sostiene l'innovazione e l'imprenditorialità basato su Internet ed è impegnata ad assistere i paesi in via di sviluppo riguardo le loro capacità di sicurezza informatica”. La Cina inoltre, lavorerà “con altri paesi per rafforzare le infrastrutture di informazione globale per agevolare il regolare flusso di informazioni, e facilitare la cooperazione informatica tra i paesi.

A chi è rivolto, lo scontro Cina e Usa

Si tratta di tanti buoni propositi che dicono due cose: in primo luogo la Cina si propone, come in altri ambiti, come il potenziale facilitatore per lo sviluppo di infrastrutture di comunicazione e di rete per i paesi in via di sviluppo. Lo fa da tempo, basti pensare al volume d'affari di aziende come Huawei, che negli anni scorsi hanno collaborato proprio e soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

In secondo luogo la Cina propone un proprio concetto di governance, basato sulla propria esperienza nazionale: siamo oltre al Great Firewall, che sostanzialmente viene proposto su scala mondiale, non tanto in termini di censura, come potremmo erroneamente supporre, quanto come infrastruttura di controllo contro attacchi informatici e diffusione di notizie considerate “a rischio”. La Cina non ha alcuna intenzione di imporre la propria tecnica del controllo dell'internet: tende semplicemente a cercare possibilità di business e a spingere per il riconoscimento della propria sovranità digitale, unitamente a regole precise che tendano a evitare scontri informatici.

Non è un caso che questo documento sia uscito proprio nei giorni in cui si discute e si organizza l'incontro tra i numeri uno, Xi e Trump negli Stati uniti. Nell'incontro che dovrebbe svolgersi a margine del G8 in Germania, di sicuro i temi legati agli attacchi informatici e alla più generale guerra informatica tra i due paesi, saranno al centro delle discussioni.

Reazioni

Secondo le prime reazioni del mondo internet cinese, alla base del documento potrebbe esserci la volontà cinese di "controllare" l'intero internet con logiche proprie, ovvero basate sulle "strette poliziesche" e una dura repressione nei confronti di chi non si attiene alle regole. Inoltre la Cina sembrerebbe voler sfruttare un momento di pausa americana al riguardo: secondo Pechino infatti gli Usa non si sarebbero incaricati di cercare di trovare soluzioni condivise, senza effettuare alcuna proposta al riguardo e limitandosi ad accusare la Cina di attacchi informatici. 

@simopieranni

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