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Il doppio volto della Cina: Nobel, ingegneri e cure per l'omosessualità

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«Un premio Nobel per le scienze, come ospitare i Giochi Olimpici, è un segnale per una nazione, in particolare per una nazione che è in crescita». Così ha scritto il China Daily, per ricordare l'importanza del riconoscimento alla Cina e ai suoi progressi. In Cina ancora si celebra, non solo il Nobel, ma l'affermarsi del paese come nazione-fucina di successi. Non a caso vengono accomunati i riconoscimenti scientifici, tenuti in gran conto dai cinesi, con le Olimpiadi invernali ottenute qualche mese fa. C'è un doppio ragionamento a monte: la volontà di riconoscimento da parte della Cina da parte del mondo occidentale e la capacità di sfruttare questi successi internazionali, per azionare i motori dello sviluppo del paese.

Come scritto dai media cinesi, «Il sogno della Cina di avere un proprio cittadino che vince il più prestigioso riconoscimento scientifico del mondo è stato finalmente raggiunto, con Tu Youyou alla quale è stato assegnato il Premio Nobel per la medicina per il suo ruolo nello sviluppo di un farmaco di malaria che ha salvato milioni di vite. Lei, la sua squadra e la gente del paese hanno tutto il diritto di essere fieri, ma l'onore trascende la soddisfazione. Il profilo degli scienziati cinesi è stato sollevato ed è stato dato un nuovo impeto agli sforzi per trovare il modo di sollevare la nazione e il mondo».

Negli stessi giorni altre due notizie hanno messo in evidenza il successo e alcuni lati ancora oscuri della sviluppo «scientifico» e civile del paese.

La prima: la Tsinghua University – celebre università cinese - ha superato il Massachusetts Institute of Technology (MIT) diventando la numero unonel mondo universitario per la ricerca ingegneristica, secondo la classifica Best Global Universities Rankings 2016 appena pubblicata da US News and World Report.

Come scritto dal China Daily, «L'US News classifica le università degli Stati Uniti dal 1983. L'azienda ha iniziato a pubblicare classifiche mondiali lo scorso anno, con l'elenco delle migliori 750 università del mondo, come anche per paese e regione. Anche se la Tsinghua si è classificata 59° nella lista globale - rispetto al secondo posto del MIT e al 41° dell'Università di Pechino - l'Università ha superato tutti i suoi concorrenti nel campo della ricerca ingegneristica».

Si tratta di un altro primato di cui la Cina va fiera, considerando per altro che lo scorso ufficio centrale del Politburo, l'organo più potente del paese, era composto da soli ingegneri.

A questo riconoscimento però fa da contraltare una notizia uscita proprio in questi giorni, secondo la quale in Cina sarebbero ancora attive le cliniche «per guarire dall'omosessualità». Un tema particolarmente «caldo» anche in Italia in questi giorni e che in Cina continua a fare discutere.

Come riportato da Global Times, quotidiano ufficiale del Partito comunista in lingua inglese, «medici cinesi starebbero offrendo dolorose terapie come l'elettroshock e prescrivendo medicine che sostengono essere la “cura” per l'omosessualità», secondo quanto avrebbe scoperto un team di un documentario, anche se i trattamenti non hanno alcuna base scientifica e un tribunale di Pechino si è pronunciato di recente contro la pratica.

«Anche se il governo ha smesso di classificare l'omosessualità come una malattia mentale nel 2001 ed è stata legalizzata nel 1997, psichiatri negli ospedali delle grandi città stanno ancora facendo pagare centinaia di sterline per una dolorosa e fasulla “terapia di conversione” che asseriscono possa alterare l'orientamento sessuale. Come scoperto dal programma di Channel 4 Unreported World».

«Riesci a sopportare questo tipo di dolore? Per quanto tempo puoi sopportarlo? Se puoi davvero sopportarlo allora puoi cambiare», dice un medico a un attivista gay sotto copertura che ha filmato la sua consultazione in un ospedale nella città portuale di Tianjin.

Quasi esattamente un anno fa, un tribunale di Pechino aveva emesso una sentenza storica contro una clinica nel sud della Cina che praticava l'elettroshock e ipnosi in trattamenti di «conversione». La clinica Xinyu Piaoxiang ha dovuto pagare 3.500 yuan a titolo di risarcimento e pubblicare le scuse sul proprio sito web.

«Gli attivisti che hanno presentato il caso speravano che costituisse un precedente, ma un anno dopo molti altri centri medici stanno ancora cercando di far soldi sul disagio della maggioranza della società cinese nei confronti dell'omosessualità», conclude il Global Times.

@simopieranni

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