Il Movimento anti casta in Cina

La notizia è clamorosa, specie perché il regime carcerario cinese, soprattutto nei confronti di personaggi considerati come «dissidenti», è considerato inflessibile. Invece, l'avvocato Xu Zhiyong durante una visita ricevuta in carcere, è riuscito a registrare un video – breve, di un minuto circa – nel quale invita i cittadini cinesi a unirsi e lottare per i propri diritti.

 

«Non importa quanto questa società sia assurda, ha raccontato nel video, questa società ha bisogno di cittadini coraggiosi che sappiano difendere le proprie convinzioni, cittadini capaci di prendere sul serio i propri diritti, le responsabilità e i propri sogni. Sono orgoglioso di mettere la parola “cittadino” prima del mio nome, e mi auguro che tutti possano fare lo stesso. Uniamoci e lavoriamo insieme per ottenere i nostri diritti da cittadini, per rispondere alla nostra identità di cittadini e lavoriamo insieme per promuovere la democrazia, lo Stato di diritto, l'equità e la giustizia nel nostro paese. Sicuramente possiamo costruire una Cina amorevole, libera e capace di sviluppare un sentimento di cittadinanza pubblica».

Chi è Xu Zhiyong? Si tratta di un avvocato di quarant'anni, fondatore del «Movimento dei Cittadini», una organizzazione che da tempo chiede maggiore trasparenza all'apparato politico cinese. In particolare il «Movimento dei cittadini» si è battuto per la pubblicazione dei patrimoni economici dei funzionari cinesi, un'istanza molto sentita dall'opinione pubblica cinese. Anche per questo Xu è stato arrestato il 16 luglio scorso con l'accusa di «disturbo dell'ordine pubblico»; un'accusa ridicola se si considera che Xu era da tre mesi agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Pechino.

Le richieste di maggior trasparenza, così come altre speranze circa potenziali riforme in Cina, erano arrivate dopo alcune dichiarazioni proprio del Presidente cinese Xi Jinping. Quest'ultimo infatti aveva affermato che «nessuna organizzazione o individuo dovrebbe porsi al di sopra della costituzione». Speranze vane, ad ora, come tante altre (si vedano le riforme della legge del figlio unico e quelle dei laojiao, i campi di lavoro).

Xu ha molti sostenitori e la settimana scorsa era stata fatta uscire una petizione per la sua liberazione per il suo rilascio: uno dei firmatari, il giornalista Xiao Shu è stato arrestato. E proprio su questo blog avevamo raccontato del «compleanno con arresto», segnalando come la polizia cinese sia particolarmente interessata alla vicenda di Xu e ai suoi sostenitori. Non a caso, il Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito Comunista, in settimana ha attaccato in modo frontale il movimento in una serie di commenti in prima pagina nelle sue edizione estere.

Il problema per il «Movimento dei cittadini» - ovvero la ragione per la quale la repressione nei suoi confronti sarà durissima - è quello di incarnare un sentimento fortemente popolare: la disparità di vita tra i funzionari e le persone normali è ormai evidente in Cina e per questo da tempo sono state effettuate richieste affinché i funzionari pubblichino i propri patrimoni. La campagna di Xi Jinping contro la corruzione aveva fatto pensare alla possibilità che una maggiore trasparenza potesse davvero diventare realtà, ma il processo del PCC, dall'alto verso il basso, ad ora sembra l'unica risposta alle tensioni sociali riguardanti le diseguaglianze nel paese.

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