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L'ex zar della sicurezza sotto inchiesta in Cina: perché?

Zhou Yongkang, ex numero nove dell'Ufficio Centrale del Politburo, considerato lo zar della pubblica sicurezza e l'uomo che controlla tutta l'industria legata al petrolio, sarebbe in procinto di finire sotto indagine per corruzione. Il fatto, politicamente, costituisce una vera e propria notizia bomba, di cui in Italia probabilmente non sentirete parlare granché. Zhou era considerato alleato di Bo Xilai (e di Jiang Zemin) e poco dopo la caduta dell'ex leader di Chongqing era stato considerato addirittura il protagonista di un colpo di stato, mai confermato. Era lui l'ombra nera dietro ogni opera di repressione, mastodontica, operata durante il decennio d'oro di Hu Jintao e Wen Jiabao.

 

Il Partito Comunista cinese è una sorta di palla di cristallo in cui ognuno può vedere quanto vuole: le voci, le dicerie, i rumors, si sprecano sempre e in alcuni casi trovano conferma, in altri rimangono lì ad aleggiare, tra realtà e voce incontrollata. Non a caso, fino a qualche giorno prima del procedimento contro Bo Xilai, fonti cinesi avevano confermato che il destino di Zhou sarebbe stato «comodo»: un pensionato, in ritiro nella sua abitazione in Hebei. Invece oggi il South China Morning Post ha lanciato la notizia di una possibile indagine per corruzione, aprendo i rubinetti a nuove fonti e nuove «persone informate dei fatti» che si dicono certi riguardo l'incriminazione.

Cosa potrebbe succedere e perché Zhou Yongkang potrebbe essere messo sotto processo?

Ci sono varie opzioni, tutte valide e tutte potenzialmente errate.
Una prima interpretazione vedrebbe Xi Jinping impegnato a fare tabula rasa di tutto il gruppo considerato vicino a Bo Xilai; Zhou inoltre rappresenta uno dei potenziali avversari più pericolosi, dato il peso su polizia ed esercito.

Una seconda interpretazione vede il possibile processo a Zhou come un siluro diretto a Jiang Zemin e a tutta la sua cricca. Xi anche in questo starebbe sigillando il proprio potere: facendo fuori Jiang – e mettendo in difficoltà tutto il suo gruppo – Xi Jinping si ergerebbe come uno dei leader più potenti nella storia della Repubblica Popolare in epoca post maoista.

Una terza possibilità è che Zhou sia finito in mezzo alla campagna anti corruzione, nell'ambito delle indagini in corso sulla Sinopec. In questo caso Zhou sarebbe l'esempio di come la battaglia contro la corruzione non guardi in faccia nessuno: l'ex zar sarebbe dunque una delle «tigri» promesse da Xi.

Tutte le possibilità conducono a Xi Jinping, questo sembra l'unico dato certo.

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