L'inchino di Cameron a Xi Jinping

Dal mancato inchino di Macartney all'Imperatore Qianlong, alla distruzione dell'antico palazzo d'estate, fino alla restituzione di Hong Kong e l'ultimo incontro di Cameron con il Dalai Lama: i rapporti tra Regno Unito e Cina sembrano ricomporsi con la missione del premier britannico, ma la relazione tra i due paesi sembra ormai spostato in favore di Pechino.

 

Nel 1793 Sir George Macartney fu mandato da Re Giorgio III in Cina. Il messaggero britannico non si volle inchinare all'imperatore Qianlong e fu costretto a due mesi di peregrinazioni in Cina per tornare in patria a mani vuote. E ancora: la distruzione del palazzo d'estate nel 1860 al termine della seconda guerra dell'oppio, venne portata a termine da inglesi e francesi e nei libri di scuola cinesi è considerato il punto più rilevante dei 100 anni di umiliazioni patiti dalla Cina da parte delle potenze occidentali.

In questi giorni Cameron, premier britannico, è in Cina e pare che l'inchino non sia più un problema, anzi. Dopo l'anno e mezzo di screzi dovuto ad un precedente incontro di Cameron con il Dalai Lama, la spedizione inglese, composta da 130 persone, la più grande mai presentata a Pechino da parte dell'Inghilterra, il premier inglese ha specificato di voler parlare solo di affari e di non avere in programma alcun incontro con il Dalai Lama (né voler affrontare alcun discorso riguardo i diritti umani).

Simbolo di un nuovo rapporto tra potenze, la missione inglese testimonia l'importanza che ormai ha assunto la Cina a livello globale. Cameron - sull'esempio della Germania di Merkel - vuole costruire una relazione di lunga data con la Cina e in particolare con Xi Jinping - Presidente della Repubblica Popolare e Segretario del Partito comunista - che regnerà per i prossimi dieci anni nel Regno di Mezzo.

Da parte inglese, sono raddoppiate le esportazioni in Cina e gli investimenti diretti britannici in Cina hanno raggiunto i 18 miliardi di sterline nel 2012; si tratta del secondo paese in termini commerciali, dopo la Germania che ha investimenti per 20 miliardi di sterline.La volontà è di doppiare il commercio con la Cina entro il 2015 (benché nell'ultimo anno sia diminuito dell'1 percento).

La Gran Bretagna sembra aver compreso la volontà cinese di innovare e mutare per sempre il proprio impianto produttivo: anche per questo è stato deciso un fondo di 200 milioni di sterline per creare un centro di innovazione congiunto. Cooperazione spaziale, sul nucleare e sulle ferrovie ad alta velocità gli altri temi dell'incontro, mentre la Cina chiede più esportazioni high tech alla Gran Bretagna.

Ci sono dei rapporti commerciali che si sono inoltre sviluppati negli ultimi anni: la China INvestment Corp ha l',8,68 percento di quote nella Thames Water e il 10 percento nella Londons Heatrow Airport. La Bright Food di Shanghai, ha il 60 percento di Weetabix che produce cereali in UK (la più grande acquisizione in Europa da parte dei cinesi).

La Huawei ha investito due miliardi di sterline nel Regno Unito e nei prossimi cinque anni creerà 700 nuovi posti di lavoro.

Nella missione che ha preceduto Cameron, il Cancelliere Osborne aveva precisato che la China Generale Nuclear Power Corporation firmerà una lettera di intenti per collaborare con la francese EDF nella costruzione del progetto per l’impianto Hinkley Point C a Somerset.

 

 

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