La Cina è preoccupata per la vittoria di Tsipras in Grecia? (Sembra di no)

Lo scorso giugno la Cosco, una società controllata dal governo di Pechino, ha annunciato l'investimento di 3,3 miliardi di euro per l'acquisizione del controllo del molo greco del Pireo per i prossimi 33 anni. Il 60 per cento delle principali risorse importate dalla Cina, viaggia su navi greche. Il porto del Pireo dovrebbe diventare il principale snodo marittimo europeo della Cina. Insieme a questo, ci sono gli affari relativi all'aeroporto di Atene e al turismo cinese. Naturale che lo sguardo di Pechino verso le elezioni greche ci sia stato, seppure suffragato, pare, da assicurazioni precedenti alla vittoria di Syriza. Mentre a Nuova Delhi, Modi e Obama si abbracciavano, creando un fastidio più evidente ai funzionari del Celeste Impero.


Tsipras con l'ambasciatore cinese ad Atene

In molti si chiedono, cosa dirà Tsipras ai cinesi, quando ribadiranno le richieste fatte al precedente governo Samaras, ovvero, «noi investiamo, voi tenete buoni i sindacati»? La vittoria di Tsipras era attesa dai cinesi, che presumibilmente avevano già intessuto relazioni con Syriza. È innegabile però che la vittoria di un partito di sinistra, per quanto pragmatico e concentrato sulle questioni del debito con l'Europa, possa preoccupare Pechino, vista la mole di interessi della Cina nel paese.

Pechino infatti è stato l'unico paese che ha investito in Grecia, proprio quando scappavano tutti. E l'anno scorso quando è stato chiuso l'accordo per il terminal del Pireo, la Cina si è impegnata con accordi di investimento di oltre 4 miliardi di euro, promettendo anche acquisto di titoli di stato greci di nuova emissione.

Gli affari non riguardano soltanto la navigazione e il commercio. C'è di mezzo anche il turismo, naturalmente. Fosun – il più grande conglomerato cinese di aziende private – che ha già acquisito parecchi asset in giro per il mondo, Europa compresa, avrebbe concluso un accordo di 5 miliardi di euro per un progetto in grado di sviluppare un restyling del vecchio aeroporto di Atene, con annesse attività commerciali.

Gli arrivi dei turisti cinesi, una parte di quelli, sempre di più, diretti in Europa, sono in aumento in Grecia: 28.000 visitatori cinesi hanno viaggiato ad Atene, Santorini e Creta nel 2013. E nel 2014 sono diventati oltre 40mila e aumenteranno quando ci saranno voli diretti tra i due paesi.

La reazione ufficiale della Cina alla vittoria di Syriza è stata quella del ministro degli esteri, nella tradizionale conferenza stampa: «Abbiamo notato la vittoria di Syriza alle elezioni parlamentari della Grecia ed esprimiamo le nostre congratulazioni al partito vincitore. La Cina e la Grecia hanno un'amicizia di lunga data, con i due popoli strettamente collegati tra loro. Apprezziamo i rapporti con la Grecia e speriamo di collaborare con il nuovo governo greco di approfondire gli scambi e la cooperazione in vari settori e mantenere il partenariato strategico globale della Cina. Pechino sostiene costantemente il processo di integrazione europea».

I soliti bene informati sostengono che Pechino non sia preoccupata dalla Grecia, perché avrebbe avuto rassicurazioni in tal senso da Syriza stessa, prima della vittoria elettorale.

E a dicembre scorso, Dan Steinbock -visiting fellow allo Shanghai Institutes for International Studies (China) e al EU Centre (Singapore) - sul China Morning Post scriveva che anche con Tsipras primo ministro la cooperazione con la Cina non avrà intoppi, per quano gli accordi siano stati presi in precedenza e con un Pasok ormai morente.

Steinbock riporta anche un esempio molto attinente, quello di Lula in Brasile (un'esperienza richiamata anche dallo stesso Tsipras). Per prima cosa cercò di rassicurare i mercati. Il suo secondo obiettivo fu confermare e rinforzare le relazioni con i cinesi. Un «percorso» che potrebbe essere lo stesso del nuovo governo Syriza.

A infastidire la leadership cinese, quindi, sembra più l'incontro tra Obama e Modi, in India. In questo caso, come sempre, la Cina si sente toccata nel vivo della propria area di riferimento e fa sapere che la cooperazione tra Usa e India è apprezzata purché non porti scombussolamenti nella regione, tanto più dopo la visita di Xi Jinping in India che pareva aver sistemato parecchie incomprensioni passate. Ma sembra tutto ripartire dall'inizio.

@simopieranni

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