La Cina non si ferma: 62 miliardi di investimenti per la via della Seta

Il viaggio di Xi Jinping in Pakistan, oltre a rivelare gli investimenti cinesi a Islamabad (46 miliardi di euro), ha svelato anche un primo finanziamento supplementare di Pechino al progetto «One Belt, One Road», ovvero la nuova rotta della via della Seta, tanto su terra, quanto marittima. Si tratta di un investimento attraverso le «banche politiche» della Cina, che conferma il grande momento di Pechino, dopo l'ok di 50 paesi alla sua banca di investimenti. Ennesimo messaggio lanciato agli Usa: il mondo è sempre più multipolare.


L'investimento per la via della Seta costituisce un atto che ha finalità sia interne, sia globali. Come ha scritto il Financial Times, «Il finanziamento supplementare per le infrastrutture potrebbe contribuire a sostenere l’indebolimento dell'economia della Cina e la maggior parte dei progetti di costruzione all'estero sarà probabilmente effettuato da società cinesi. L’aumento dei prestiti in valuta estera probabilmente aiuterà anche la Cina a rafforzare il rendimento finanziario sulle sue riserve forex, che ora sono principalmente investite in buoni del Tesoro a basso rendimento degli Stati Uniti».

L'investimento viene effettuato tramite le cosiddette «banche politiche», ovvero istituti esplicitamente dedicati al finanziamento d infrastrutture all'interno della Cina e all'estero. Si tratta di China Development Bank, Export-Import Bank of China, e Agricultural Development Bank of China. Caixin, noto magazine cinese di economia, ha specificato che «il piano del governo comporta una iniezione di 32 miliardi di dollari dalla banca centrale in riserve forex in CDB e altri 30 miliardi nella Ex-Im Bank. I conferimenti di capitale verranno sotto forma di crediti affidati che convertono in patrimonio netto, la rivista ha riferito.
Il Ministero delle Finanze inietta una ulteriore quantità non specificata direttamente nella Agricultural Development Bank. “Affinché la CDB e la Ex-Im Bank possano sostenere 'One Belt, One Road' hanno bisogno di una fonte di finanziamento stabile di forex”, Caixin ha citato una fonte di alto livello della CDB».

Il quotidiano finanziario britannico, ha inoltre specificato alcune caratteristiche di queste banche: non prendono depositi e stando al Ft, finanzierebbero solo stesse, «vendendo titoli che portano una garanzia esplicitamente sovrana. Le banche vendono sia le obbligazioni in RMB all'interno della Cina sia obbligazioni in dollari nel mercato offshore».

Gli esperti – scrive il Ft - hanno avvertito che «le banche sono sottocapitalizzate. Il Ministero delle Finanze e la China Investment Corporation possiedono il 50 per cento delle quote di CDB, ma la banca non ha ricevuto un'iniezione di capitale dal 2008». 

@simopieranni





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