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La conferenza mondiale di Internet. In Cina

La Cina ospiterà la World Internet Conference, tra il 16 e il 18 dicembre a Wuzhen, nel Zhejiang nella Cina orientale. Alla conferenza parteciperanno più di 2.000 delegati provenienti da oltre 120 paesi. I partecipanti più «pesanti» saranno i primi ministri di Russia, Pakistan, Kazakhstan, Kirghizistan e Tagikistan, nonché alti funzionari delle Nazioni Unite, Apple, Microsoft, Nokia, Lenovo, Alibaba, Baidu e Tencent. Il discorso inaugurale sarà effettuato da Xi Jinping, il numero uno cinese.

 

L'evento, naturalmente, comporta alcune contraddizioni: il paese che più di ogni altro controlla e censura la rete, ospita un evento con i più grandi player mondiali. Come sottolineato dal Global Times, «La Conferenza Mondiale di Internet cinese, con il suo tema del 2015: “Un Mondo Interconnesso Condiviso e Governato da Tutti - Costruire una Comunità dal Futuro Comune nel Cyberspazio”, rimane controversa in Occidente dal momento che il paese continua a bloccare i siti web come Google, Facebook e Twitter».

Mercoledì scorso Lu Wei, capo della Cyberspace Administration of China, durante una conferenza stampa a a Pechino ha precisato che organizzando la Conferenza mondiale di Internet, la Cina spera di «costruire un sistema , democratico multilaterale, trasparente governance internazionale di Internet che possa meglio beneficiare tutto il mondo».

La stampa locale si è focalizzata sulle differenze nella concezione della Rete, tra Cina e Stati uniti, lasciando presagire quello che potrebbe essere un confronto per i prossimi anni a venire.

«Entrambe le parti – ha scritto il Global Times – hanno diversi pareri su come Internet dovrebbe essere gestito, con la Cina che crede che la sovranità di Internet debba essere rispettata e il cyberspazio essere multilaterale - governata da diversi governi - mentre gli Stati Uniti ritengono che la direzione dovrebbe essere lasciata alle grandi aziende di Internet con poca interferenza del governo. È quanto ha spiegato Fang Binxing, ex direttore dell'Università delle Poste e Telecomunicazioni di Pechino».

«Coloro che hanno fatto i soldi in Cina, ma non vogliono irritare i cinesi non sono i benvenuti», è stato scritto.

Pechino in particolare ha lanciato la soluzione gradita al Partito: «un percorso di gestione dell'internet con caratteristiche cinesi, il che significa fondamentalmente amministrare internet attraverso il diritto. I siti web della Cina eliminano le informazioni illegali, e il governo anche chiede di tanto in tanto ai siti web di rintracciare e rimuovere alcuni messaggi se violano le leggi, i diritti legittimi di altre persone, o danneggiano i giovani». 

Lo stato di diritto e la Rete dovrebbe essere il cuore, il fulcro, dell'intervento di Xi Jinping. A monte di tutto c'è la considerazione di Pechino che la Rete vada controllata e indirizzata. Il che pone il problema di come liberarne davvero le energie creative e in grado di fare diventare il business dell'online un fattore di crescita per il paese.

Secondo gli esperti di settore, la differenza tra la Cina e l'Occidente nella gestione informatica rimarrà «al centro di un ampio dibattito sia durante che dopo la conferenza».

«La conferenza non intende essere conflittuale...Dovrebbe essere una piattaforma per i professionisti occidentali di Internet per conoscere come la società cinese vede Internet», ha detto Zhang Yiwu, un professore dell'Università di Pechino.

Zhang ritiene che contese a parte, la conferenza serve uno scopo più grande. «Dal punto di vista della civiltà globale... La Cina vuole essere parte nel processo normativo di internet. Vuole partecipare allo sviluppo del cyberspazio.Vuole emettere il proprio suono unico e lasciare che il suono si senta», Zhang ha osservato.

E se la Cina non ha forse la dimestichezza con alcune caratteristiche della rete, ha due cose molto importanti per il futuro: i soldi e il mercato.

@simopieranni

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