Le spese militari di Pechino

A margine degli incontri dell'Assemblea nazionale del Popolo, svoltasi a Pechino e che ha tratteggiato le linee economiche e finanziarie del futuro del Dragone, è stata annunciata anche la tipica notizia che senza crisi ucraina avrebbe creato l’ormai consueto - di questi tempi - scontro mediatico tra Pechino e Washington. Invece, approfittando dell’attenzione guadagnata dallo scontro tra Russia e resto del mondo, la Cina un po’ in sordina ha annunciato i dati per le prossime spese militari.

 

Nonostante il rallentamento della crescita economica, la Cina aumenterà di oltre il 12 percento la propria spesa militare. Ormai la strada è segnata: in Asia, soprattutto, la Cina deve contrastare la strategia americana (pivot to Asia)e l'unica soluzione per Pechino è potenziare le proprie soluzioni di difesa. Siamo sempre all'interno del mantra pechinese della «ascesa pacifica», ma è chiaro che tra Usa e dispute territoriali, la Cina sente la necessità di non perdere di vista la forza e l’entità del proprio arsenale. Il Ministero delle Finanze cinese ha specificato che la spesa militare quest'anno è stimata intorno a 808,23 miliardi di yuan (131,58 miliardi di dollari) , in crescita del 12,2 percento dalla spesa dello scorso anno di 720,2 miliardi di yuan.

A sua volta c'è stato un incremento del 10,7 percento rispetto al 2012. L'esborso maggiore – fanno notare molti analisti - arriva nonostante un rallentamento della crescita economica, al 7,7 percento dello scorso anno e al 7,5 per l'anno prossimo. L'annuncio – hanno fatto notare i media nordamericani – è arrivato solo un giorno dopo la drastica riduzione di Obama ai livelli di truppe e un piccolo taglio nella spesa del Pentagono.

La mano di Xi Jinping, da tempo impegnato a sollecitare l’esercito popolare, si fa dunque sentire, con sommo rimprovero dei vicini più preoccupati da questo gigante economico, sempre più potente anche a livello militare, ovvero Giappone e Taiwan. La risposta del governo cinese è stata simbolica: «i nostri vicini vorrebbero che fossimo boy scout. Non lo siamo, come potremmo altrimenti garantire la pace nell’area?» Dalle parti di Pechino questo ragionamento non fa una piega. Del resto nei giorni scorsi la Cina ha avvisato la Corea del Nord: niente colpi di testa in quest’area. Ma se mai dovesse avvenire un capitombolo del Nord, la Cina vuole essere preparata, caso mai si trovasse a confinare da quelle parti, direttamente con gli Usa, alleati del Sud.

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