Pechino e i missili nucleare nel Pacifico

Tornerebbe a crescere la tensione nel Pacifico, in occasione dell'inizio del G7 in Giappone. Secondo fonti del Guardian, infatti, la Cina sembrerebbe intenzionata a inviare per la prima volta sottomarini armati con missili nucleari nell'Oceano Pacifico.

La decisione di Pechino, secondo Guardian, sarebbe stata presentata come inevitabile dalla leadership cinese a seguito del dislocamento di nuovi sistemi d'arma americani nella regione, ovvero il sistema anti missile Thaad in Corea del Sud.

«Non ci devono essere conseguenze negative, negli interessi strategici della Cina», ha dichiarato il ministero degli Esteri a Pechino. Secondo un documento del Pentagono citato dal Guardian, la Cina avrebbe intenzione di compiere il suo primo pattugliamento con mezzi «nucleari» nella zona per ribadire la propria posizione e forza: quelle, per Pechino, sono acque cinesi.

E sono contese da tutta l'Asia. Non a caso la mossa cinese arriverebbe proprio in concomitanza con il G7, dopo il viaggio di Obama in Vietnam e dopo le recenti polemiche con la nuova leader di Taiwan, che Pechino ha criticato per la sua ambiguità riguardo i rapporti tra Cina continentale e Taiwan.

C'è poi da ricordare che questa possibilità potrebbe agevolare la politica dell'esercito cinese che da tempo spinge per modernizzare la propria flotta militare, specie alla luce delle nuove dinamiche che si stanno sviluppando in Asia.

La minaccia «coreana», si somma a quella che Pechino vive come un fastidio costante, ovvero la volontà degli Stati uniti di mandare nelle aree del Pacifico la propria flotta per ribadire che quelle sono acque «internazionali». Inoltre ultimamente anche il Giappone, con la nuova legge sulla sicurezza, ha una atteggiamento, in teoria, più aggressivo.

E infine è arrivata l'interruzione dell'embargo americano sulla vendita di armi al Vietnam. Bisogna dunque chiedersi cosa stia diventando l'Asia e il Pacifico: una pace che finora ha retto che pare sarà sottoposta a continui a «stress test», mentre tutti i paesi appaiono intenzionati ad armarsi e mostrare i muscoli.

Le cause non sono imputabili solo a un protagonisti, ma la relazione di incontro e scontro continuo tra Stati uniti e Cina non favorisce l'atmosfera nell'area. E dopo l'addio alla presidenza di Obama, né Hillary né Trump sembrano garantire un futuro meno teso alla regione.

Secondo il Guardian, «Sotto la guida assertiva di Xi, la Cina sembra determinata a usare il deterrente nucleare in quella zona. Si tratta di passi compiuti in risposta alle misure degli Stati uniti, i cui deterrenti a loro volta sono stati attivati a causa delle azioni da parte dei nordcoreani».

E il rischio di un incidente o di un'escalation, tra tanti «deterrenti», diventa sempre più possibile.

@simopieranni

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