Perché è importante la visita di Sergio Mattarella in Cina

Da oggi fino a domenica 26 il presidente della Repubblica italiana sarà in visita in Cina. Un viaggio importante per diversi motivi: politici ed economici. Inoltre le città che visiterà Sergio Mattarella e alcuni dei funzionari cinesi che incontrerà dicono molto tanto dei rapporti tra Italia e Cina, quanto sull'attuale situazione di Pechino.

Innanzitutto un dato immediato: Sergio Mattarella sarà a Pechino, Shanghai, Chongqing e Xi'an. Per queste due ultime città si tratta di una “prima volta” per un presidente della Repubblica italiana. A Chongqing dal 2013 l'Italia ha aperto un importante e attivo consolato generale.

Quali sono le ragioni del viaggio?

C'è una componente tanto politica quanto economica. Per quanto riguarda il primo aspetto, sottolineato da un briefing del Quirinale, la visita avviene “in un momento chiave nel panorama internazionale nel quale la presidenza statunitense di Donald Trump sta modificando gli equilibri”.

Il viaggio in Cina sarà anche inoltre un'occasione per affrontare con Pechino i punti di forza che l'Italia intende portare al prossimo G7 di Taormina, e per discutere degli effetti della Brexit e delle attuali difficoltà dell'Unione europea

Sul fronte economico “a fare da padrone gli scambi commerciali tra i due paesi”, confermati da numerosi accordi conclusi negli anni scorsi, complice anche una visita dell'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, molto abile a sviluppare rapporti importanti con la controparte cinese.

Mattarella sarà accompagnato in Cina dal ministro degli Affari esteri, Angelino Alfano, da quello delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, e dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, oltre ai consiglieri che lo seguono in ogni viaggio. La visita, viene spiegato durante il briefing, è molto attesa in Cina, che ha riservato al nostro presidente la prima visita di Stato di un leader straniero nel paese cinese nel 2017

Mattarella a Pechino incontrerà come al solito i rappresentanti delal comunità italiana, assisterà ad eventi, incontrerà i vertici dello Stato cinese con l'arrivo al Palazzo dell'Assemblea Nazionale del Popolo dove sarà ricevuto dall'omologo Xi Jinping. Il giorno seguente vedrà al Palazzo dell'Assemblea nazionale del popolo il presidente, Zhang Dejiang e nel pomeriggio ci sarà il colloquio con il primo ministro cinese Li Keqiang.

Poi sarà la volta di Shanghai dove venerdì 24 febbraio, dopo il pranzo con il sindaco della municipalità Ying Yong, Mattarella svolgerà la lectio magistralis all'università di Fudan su “Le nuove vie della seta”.

Sabato Mattarella sarà a Chongqing, poi a Xian. Qui il presidente visiterà il sito dell'"Esercito di terracotta", simbolo della cultura cinese e poi incontrerà il governatore della provincia del Shaanxi, Hu Heping.
Chongqing e Xian come tappe della visita dimostrano come il piano cinese di intensificare le attività produttive alla ricerca di investimenti stranieri anche nelle città di seconda fascia, sono ormai una realtà.

L'incontro con Hu Heping dice molto anche della preparazione del viaggio del presidente italiano: Hu è uno dei personaggi più in vista nella vita politica cinese, legato a quella “fazione” della Tsinghua University cui da tempo si guarda con attenzione.

I rapporti commerciali con la Cina

Secondo i dati forniti dalla camera di commercio italo-cinese nel 2016 l'Italia ha aumentato le proprie esportazioni in Cina, specialmente in due settori: arredamento e vino.

I prodotti italiani hanno registrato “un aumento del 17.1% rispetto al 2015 – una crescita importante soprattutto se confrontata al -5.2% riportato dalla Germania. Anche in termini di quantità, l’arredamento italiano è cresciuto del 16.9% mentre i market leader tedeschi hanno riportato una riduzione del 19.7% rispetto all’anno precedente”.

“Nonostante si piazzi al quinto posto, il vino italiano è il primo per crescita delle esportazioni in Cina. Nel 2016, infatti, il valore dell’export di vino italiano è aumentato del 32% - un tasso di crescita due volte superiore alla media internazionale per il mercato cinese (16%). Il dato è ancora più significativo se lo si confronta con quello dei top players sul mercato: la Francia domina la classifica e spunta una crescita del +10.5% rispetto al 2015, seguono poi Australia (+25.9%), Cile (14.8%) e Spagna (22.7%)”.

Importanti anche le esportazioni dell'industria chimica, mentre quella meccanica ha visto una contrazione.

@simopieranni

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