Tigri e mosche, politiche e non

A cosa punta Xi Jinping con la sua lotta contro la corruzione? A sgomberare il campo dai rivali politici? Ad aggiustare davvero la gestione delle risorse economiche statali? Per ora l’aspetto politico appare quello più rilevante.

Pochi giorni fa è stato detenuto, ad esempio, un altro parente dell’ex presidente Hu Jintao. Si tratta di Ling Jihua ex segretario personale di Hu.  Ma nella rete del temutissimo ufficio incaricato di scrutare la «disciplina interna», sono finiti tanti altri: funzionari, dirigenti, militari. I controlli sulle mazzette e le tangenti si è infatti allargata anche a presentatori televisivi, manager pubblici nazionali e stranieri.

Secondo quanto si può evincere dalla strategia di Zhongnanhai, il Cremlino cinese, tutto lo sforzo sarebbe diretto a eliminare le sacche di potere di una persona in particolare: Zhou Yongkang, ex zar della sicurezza, colui che all'interno della passata classe dirigente, poteva contare su un budget illimitato per il «mantenimento della stabilità». Zhou è l’ex numero nove dell'ufficio centrale del Politburo, alleato di Bo Xilai, sospettato – addirittura – di aver organizzato un tentativo di colpo di Stato quando Bo Xilai venne messo sotto chiave dal Partito.


Xi Jinping ha messo il potente funzionario nel mirino, anche perché la famiglia di Zhou controlla tutto quanto si muove nell'industria petrolifera cinese. E il neo presidente ha bisogno di sistemare in quell’ambito e negli uffici della sicurezza, i suoi uomini. A cadere anche un generale in pensione, sodale di Zhou, arrestato sul letto d'ospedale, dove sarebbe in stato terminale per un cancro. Si tratta di Xu Caihou, fino alla scorsa leadership membro del Politburo, nonché vice presidente della potente commissione militare centrale e ufficiale incaricato di supervisionare le nomine all’interno dell’Esercito. Indagato per corruzione è stato già espulso dal Partito.

Xi Jinping ha voluto avvisare tutti, compresi gli stranieri che tentato di godere dello sviluppo del mercato cinese e delle sue tante zone grigie, quelle poco legalizzate, gli anfratti all’interno dei quali muoversi con parecchia disinvoltura. In alcuni casi, troppa. Nei mesi scorsi infatti, per la prima volta, pubblici ministeri di Shanghai hanno incriminato un uomo britannico e sua moglie americana - e socia in affari - per le loro attività connesse con la GlaxoSmithKline, la compagnia farmaceutica britannica accusata lo scorso anno di corruzione. La Xinhua, l'agenzia di stampa ufficiale, ha specificato che il processo inizierà «presto»; l'accusa è quella di aver ottenuto illegalmente informazioni private di cittadini cinesi, per poi favorire la vendita di medicinali della multinazionale straniera.

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