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Tre eventi importanti in Cina nel 2014

Il 2014 è stato un anno interlocutorio per la Cina, da un punto di vista economico. Sono al vaglio molte riforme, c'è da controllare la crescita che rallenta, da lanciare il mercato interno. Inoltre ci sono importanti riforme da rendere effettive, ad esempio quelle relative alla modifica dello status di molte aziende statali. Come al solito, però, in Cina queste riforme finiscono per intrecciarsi con quanto accade all'interno del Partito.

Il 2014 per certi versi ha legittimato Xi come leader indiscusso, dal potere evidente e senza – apparentemente – rivali. Alcuni eventi, in realtà, dicono che al momento Xi non ha ancora il controllo totale dell'apparato statale del Paese, per quanto incarni di sicuro il leader con maggior potere dai tempi di Deng. La sua campagna anticorruzione e la sua spinta verso una sorta di riforma culturale, con cui ha invitato i funzionari a recuperare Confucio (insieme a Marx), conducendo una vita umile e frugale, lasceranno sicuramente il segno per il futuro.

1) La crescita che rallenta

La crescita a doppia cifra degli anni precedenti ha prodotto disequilibri e malfunzionamenti che ormai sono diventati evidenti in Cina. Secondo analisti e secondo gli economisti del Partito comunista, una delle cause principali della straordinaria crescita degli anni scorsi è stata la possibilità di accedere a prestiti bancari, che permettevano speculazioni immobiliari, in grado di far nascere una bolla. E le banche impossibilitate a recuperare i soldi a causa di investimenti poco produttivi, costituivano un secondo problema non da poco.

Per questo la leadership ha deciso di gestire una crescita più controllata, ma di maggior qualità. L'obiettivo è aumentare il ruolo del mercato interno, spingendo al consumo la popolazione, grazie a riforme in grado di «redistribuire» la ricchezza. In Cina è infatti al vaglio la riforma dell'hukou, il certificato di residenza, che stabilisce i diritti sociali sulla base del luogo di nascita.

Questa usanza, nata negli anni 50, taglia fuori dal welfare tutti i «migranti» trasferitisi dalle campagne alle città. La riforma di questo strumento dovrebbe permettere ai «nuovi cittadini» (circa 100 milioni nei prossimi anni) di usufruire del welfare cittadino, permettendo di aver più soldi da spendere nei consumi locali. Un secondo punto di intervento da parte della dirigenza riguarda le amministrazioni locali.

Fino ad oggi la carriera dei funzionari del partito comunista dipendeva in gran parte dall'aumento del Pil delle regioni in cui operavano. Questo creava fenomeni di corruzione, speculazione ed investimenti senza un ritorno. Xi Jinping ha operato in due modi: da un lato ha attivato una campagna anti corruzione durissima nei confronti di quadri e funzionari di Partito, dall'altro ha stabilito che la carriera degli esponenti del Partito dipenderà dalla «qualità» della loro amministrazione, più che dalla quantità, con attenzione al benessere dei cittadini, alle questioni ambientali e al mercato interno.

2) La campagna anticorruzione

Xi Jinping aveva annunciato che sarebbero state colpiti «sia le tigri, sia le mosche». Oltre 200mila funzionari indagati, migliaia i quadri di Partito sospesi. Una campagna che non ha conosciuto alcuna tregua e che ha colpito ovunque: partito, esercito, media, società civile.

E tra gli arrestati anche i pezzi da novanta: Zhou Yongkang, ex zar della sicurezza e signore del petrolio cinese e Ling Jihua, le cui cariche possono equipararlo ad un vice premier.

I loro arresti significano che il leader supremo non guarda in faccia nessuno e che si sente al tal punto sicuro da andare a intaccare niente meno che il potere di un ex presidente. Ling Jihua, infatti, oltre ad aver assolto a vari incarichi rilevanti, era il braccio destro dell'ex presidente Hu Jintao. Il grigio burocrate, cui lo scoppiettante Xi Jinping è succeduto un anno e mezzo fa, cambiando il paese e facendosi notare in questo tempo, molto più che Hu in 10 anni.

Eppure quello di Hu (e Wen Jiabao) è stato il cosiddetto «decennio d'oro», gli anni della crescita a doppia cifra, al 14 percento nel 2008, la Cina delle Olimpiadi, la Cina del sorpasso, quasi, sugli Stati uniti.

3) Lo strapotere di Xi

Negli ultimi tempi si è sottolineato un dato particolare: la capitale mondiale del gioco d'azzardo è in crisi. Nel 2014 le entrate di Macao sono crollate del 23 per cento: un risultato che eguaglia il record storico, negativo, del 2005. La ragione principale?Sono diminuiti i viaggi e le puntate sui tavoli dei casino dei miliardari cinesi, a testimoniare il funzionamento del nuovo regime imposto dall'«Imperatore frugale» Xi Jinping che oltre alla campagna anticorruzione, ha lanciato vari anatema contro gli stili di vita dissoluti e lo sfarzo cui i funzionari e i miliardari cinesi erano abituati.

Xi Jinping è oggi presidente della Repubblica popolare, segretario del Partito comunista, capo delle forze armate, capo del team responsabile delle riforme, capo del team anti corruzione. E dopo l'ultimo Plenum del Partito comunista si è dichiarato anche al di sopra della legge, anzi sarà lui a guidare la riforma della giustizia. Sotto Xi Jinping, è stato specificato, sono tutti uguali di fronte alla legge.

Più potente di tutti i suoi predecessori, ha portato al crollo dei consumi dei beni di lusso, contrastando l'abitudine cinese dei «regali» costosi tra funzionari. Ha recuperato Confucio (stroncato da Mao), richiedendo amore filiale e rispetto per gli anziani ai funzionari. Anzi: proprio sulla base di categorie confuciane, i membri del Partito saranno valutati e promossi o degradati. Ha lanciato lo «stile di vita frugale»: lui stesso si è fatto riprendere in una piccola osteria specializzata nei jiaozi, i ravioli cinesi.

Ma dietro questo apparente «umile sovrano», viene specificato da molti analisti della Cina, si nasconde la volontà di potenza di Xi: determinato a riconfermare la supremazia cinese, sicuramente in Asia, come confermato dai recenti incontri dell'Apec (Asia- Pacific Economic Cooperation) a Pechino. Sue le decisioni di istituire una zona di difesa aerea nelle zone di mare conteso con il Giappone, di piazzare una piattaforma petrolifera nel mar cinese del sud (conteso con tutto il sud est asiatico). Sua infine, la decisione di non concedere alcuna promessa politica agli studenti di Hong Kong.

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