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Ultimamente in Cina arrestano dirigenti di banca

Due banche. Una è la più grande banca cinese non controllata dal governo, la seconda è di Pechino (ed è in parte controllata dal governo). Due importanti dirigenti bancari, uno per istituto, arrestati e indagati. Un primo scossone a uno dei settori più importanti, la finanza. Fin dall'insediamento di Xi Jinping un'attenzione particolare è stata rivolta alla riforma del settore finanziario. Un cambiamento che comincia a colpi di arresti, per corruzione.



Un cattivo presagio
A capo del team investigativo anti corruzione, Xi Jinping ha messo Wang Qishan, una specie di «castigamatti», noto per la sua indole manettara e l'etica specchiata. Voci sostengono che Wang sia stato messo lì, in quel ruolo, perché non ha figli. Quindi non dovrebbe favorire nessuno della propria famiglia. Un particolare tenuto in alta considerazione da Xi, visti i tempi che corrono.
Wang Qishan, a capo del team anticorruzioneWang Qishan, a capo del team anticorruzione

Ma Wang Qishan, è anche stato il governatore della China Construction Bank, uno degli istituti di credito più importanti in Cina. E vice ministro alle finanze nello scorso esecutivo. E pare che da mesi abbia messo in campo un team specializzato proprio per i reati finanziari. Pare stia funzionando.

Minsheng
Come ha scritto il Financial Times, «Mao Xiaofeng, fino a poco tempo una stella nascente della China Minsheng Banking Corp., si è dimesso da presidente per «motivi personali», secondo quanto reso noto dalla Minsheng sabato scorso. I funzionari anticorruzione cinsi stanno interrogando Mao sui suoi legami con un ex funzionario di primo piano del Partito Comunista, Ling Jihua, che a sua volta è oggetto di indagini da parte degli ispettori anti-corruzione, secondo un funzionario presso una delle agenzie di regolamentazione finanziaria della Cina».



Mao Xiaofeng è il dirigente in più alto grado di una banca a essere indagato. Un primo segnale.

Bank of Beijing
Nella tarda serata di lunedì, scrive il Wall Street Journal, la Bank of Beijing Co. ha reso noto che Lu Haijun, un membro del consiglio, sarebbe indagato per «possibili gravi violazioni disciplinari», che tradotto significa, «per corruzione». Una dichiarazione della banca pubblicata sullo Shanghai Stock Exchange ha fatto sapere «che le sue operazioni non sono influenzate dall’indagine».


Sarà, ma intanto un altro colpo è andato a segno.

E ora?
E ora possiamo immaginare gli uffici dei consigli di amministrazione delle banche più grandi. Se la liturgia del Partito comunista ha un suo senso, e quasi sempre lo è, questi due primi arresti sono avvisaglie: chi ha qualcosa da nascondere sa cosa deve fare. O cambiare repentinamente atteggiamento, magari facendosi da parte e lasciando al governo libertà di agire nel proprio orticello, o «un the» (eufemismo per indicare un interrogatorio) con gli scagnozzi di Wang Qishan sembra dietro l'angolo.

Lo conferma il Global Times, organo ufficiale del Partito comunista: in un editoriale dei giorni scorso scrive che stando a quanto sostenuto da «esperti», nel 2015 il settore finanziario sarà al centro dell'attività dell'anticorruzione.

@simopieranni

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