Un sistema operativo, made in China

Nel video scorrono immagini che dovrebbero rappresentare com’era il mondo 5mila anni fa; frame d’impatto, realizzati con le tecniche e la qualità delle moderne fiction. Poi, scatto dopo scatto, ci si avvicina ai giorni nostri, passando dai primi caratteri sulla carta, l’invenzione della stampa, fino all’uomo cinese sulla Luna e si vira, infine, su un ufficio di giovani uomini e donne manager alle prese con tablet, schermi di pc e smartphone. Smanettano, condividono contenuti, inviano mail, chattano, usano le app.

Gli sfondi, le funzioni, le modalità dei device sono diverse dai consueti «ambienti» di smartphone, tablet e pc cui siamo abituati. Grafica diversa, le icone anche. Il video rappresenta la pubblicità del guonei zizhu zhishi chanquan caozuo xitong, ovvero «il nuovo sistema operativo indipendente domestico» cinese. Si chiama «Cos», China Operating System: è il nuovo Os interamente made in China, che Pechino pensa di lanciare ufficialmente a ottobre.

Sulla nuova avventura tecnologica, preceduta da tentativi fallimentari (e da alcuni scandali in merito al furto di proprietà intellettuale, come nel caso del microchip Hanxin, una storia del 2006) c’è talmente tanta fiducia sul web e tra gli addetti ai lavori, che già da tempo circolano articoli sui blog e sui siti specialistici, che utilizzano il termine «Cos», come acronimo di «Copy Operating System» (secondo la maggior parte degli esperti l’ambiente sarebbe uguale ad Android, con ben poche e ad oggi ancora nebulose novità).

Pochi credono sia veramente originale, indipendente e ancora meno persone pensano che possa funzionare. Il rilascio di «Cos», ha scritto il governo cinese, «ha lo scopo di rompere il monopolio straniero nel campo dei sistemi operativi e deve condurre e sviluppare in Cina un’industria indipendente dei diritti di proprietà intellettuale». Si tratta, ha fatto eco il Quotidiano del popolo, «della realizzazione del sogno cinese richiesto dal Presidente Xi Jinping nel campo dell’informatica».

Al di là del successo commerciale o meno, che certo è rilevante dato lo sforzo congiunto di ricercatori e tecnici, la decisione di Pechino segnala un percorso decisamente chiaro, intrapreso da tempo dalla dirigenza cinese: è giunto il momento in cui il mercato ad ora intasato da Google, Microsoft ed Apple, si prepari a nuove forme di competizione. La Cina non produce più solo i telefoni, gli smartphone, i computer utilizzando fabbriche disperse nelle sue zone industriali, sfruttando al massimo i lavoratori, senza forme di tutela e di sicurezza. Pechino ora vuole risalire la corrente della filiera e affermarsi dove inizia tutto: l’idea, la creazione, il design e soprattutto la «proprietà intellettuale».

Solo così, pensano in Cina, il paese potrà gareggiare sui mercati mondiali e arrivare laddove i margini – in termine di profitto - sono ben superiori, dei costi – bassi – che servono per porre il vetro sullo schermo dello smartphone, ideato e prodotto negli Usa.

Il sistema «Cos» è un Frankestein informatico dei nostri tempi: è basato su Linux, ma ha il cuore a codice chiuso («per questioni di sicurezza», hanno spiegato i tecnici cinesi). È già pronto per pc, tablet e smartphone dal gennaio scorso, ma verrà lanciato solo il prossimo ottobre. Ci sono state nuove release e test continui. Secondo alcuni, la decisione di Pechino di lanciare un proprio sistema operativo sarebbe stata accellerata dallo scandalo Nsa e dall’irrigidirsi dello scontro tecnologico e spionistico con gli Stati uniti.

L'Accademia cinese delle Scienze ha definito il progetto «Cos», come «strategico per la sicurezza nazionale». La Cina – hanno scritto alcune riviste di settore - ha urgente bisogno di novità, dopo gli scandali della sorveglianza americana e le falle possibili nel sistema Windows, che secondo Pechino costituisce la «porta» con cui le spie americane hanno tentato di rubare i segreti cinesi. Il «Cos» sarebbe stato sviluppato in modo completamente indipendente, secondo quanto affermato da Mingshu Li, direttore dell'Istituto del software presso l'Accademia cinese delle Scienze, che nel gennaio scorso aveva ammesso «la necessità di nuovi miglioramenti».

Feili Chen, il vice direttore generale di Liantong Network Communications Technology, che ha realizzato il sistema operativo, ha specificato che i big tecnologici cinesi, China Mobile e China Telecom lo hanno testato per mesi. La realtà dice anche che non esistono notizie circa il costo complessivo dell’operazione, né tanto meno previsioni di guadagni e che non sono state rilasciate versione beta per il mercato consumer. Anche perché la Cina pensa di utilizzare «Cos» in primo luogo per i propri uffici pubblici.

Non è un caso che nel maggio scorso Pechino abbia «bannato» dalla propria amministrazione l’utilizzo di Windows 8. Niente più sistema operativo americano sui computer governativi.
Come scritto dal magazine online Zdnet, «le motivazioni del divieto sono risultate mistoriose, senza alcuna spiegazione». La Xinhua in realtà, aveva specificato che la decisione era arrivata a causa dell’indisponibilità di Microsoft di aggiornare – a costi contenuti – i sistemi cinesi che nella maggioranza dei casi utilizzano Windows Xp.

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale, dunque, «il governo ha preso questa decisione per evitare l'imbarazzo di trovarsi di fronte a una situazione simile anche in futuro, nel caso si continui ad acquistare sistemi operativi stranieri». Una vicenda che ha spinto verso l’autarchia operativa, che arriverà a suo compimento con «Cos».

Di sicuro non è il primo tentativo, chissà se sarà anche l’ultimo. Lo scorso gennaio un'azienda tecnologia cinese, sostenuta da fondi privati, aveva annunciato un nuovo sistema operativo per smartphone. La Coship Electronics aveva chiamato il proprio sistema, 960Os, definendolo il primo «sistema operativo domestico mobile».

Nel 2011, il gigante Alibaba, non ancora leader mondiale dell’e-commerce come oggi, aveva rilasciato rilasciato Aliyun Os, un sistema operativo basato su Android per cellulari. Tentarono di sfidare Google, ma nonostante la crescita della società di Jack Ma, la sua creazione non ha funzionato. Android è ancora leader del mercato, tallonato a questo punto da «Cos», il sogno cinese che si fa «sistema operativo».

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA