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Xi Jinping da Putin: la relazione Mosca-Pechino

Xi Jinping da domani sarà a Mosca. Lo scopo è triplice: confermare accordi commerciali sul gas e la via della Seta, specificare gli ultimi dettagli di esercitazioni congiunte sino russe nel Mediterraneo e soprattutto confermare la vicinanza, in una sorta di alleanza. L'aspetto geopolitico, infatti, sembra quanto emerge di più da questo incontro. Xi va infatti a rendere omaggio alla Russia di Putin a settant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Una celebrazione snobbata dall'Occidente e che finirà per creare un nuovo fronte tra Mosca e Pechino.

In Cina si discute molto, da tempo, di Putin e della Russia. Il leader russo è molto apprezzato in Cina, tanto dalla popolazione (come dimostrano alcuni sondaggi pubblicati nei mesi scorsi dai media), quanto dai funzionari di alto rango. C'è la sensazione che le celebrazioni dei media di Stato dell'uomo forte russo, infatti, costituiscano una sorta di preparazione all'esaltazione di Xi Jinping.

Ci sono molte analogie tra il metodo di gestione di Putin e di Xi Jinping, una sorta di autoritarismo votato allo sviluppo, al miglioramento delle condizioni di vita di parte della popolazione. Di fronte al «fare», come accade ormai anche nelle democrazie occidentali, importano poco le ideologie. La frase attribuita a Deng Xiaoping «non importa se il gatto è bianco o nero, l'importante è che acchiappi il topo», sembra essere una sorta di linea guida, tanto a Pechino, quanto a Mosca.

I due paesi condividono anche una considerazione piuttosto scarsa della libertà di espressione e di stampa e si trovano concordi nella critica, talvolta feroce e dagli accesi toni nazionalisti, dell'Occidente. Il fatto che a Mosca mancheranno Obama, Hollande, Cameron, Merkel, non fa che confermare la creazione, anche nel mondo multipolare, di blocchi contrapposti, le cui formazioni appaiono ormai decisamente chiare.

In Cina si sottolinea l'importanza strategica degli accordi commerciali ed energetici russi, ma non si sottovalutano i rischi: si sa bene che Putin ha mire anche in Asia e per questo la Cina rimane diffidente, almeno a livello ufficiale. La mancata partecipazione di Kim Jong-un, ad esempio, alle celebrazioni di Mosca, potrebbe essere un segnale del poco gradimento di Pechino per i recenti contatti tra Putin e Pyongyang.

Inoltre in Cina c'è scetticismo riguardo quelle teorie euroasiatiche che in Russia – e non solo – sembrano andare per la maggiore. Nella lungimiranza consueta degli intellettuali cinesi, anche quelli più vicini al partito, queste teorie emergono chiaramente come – in potenza – contrari all'ascesa della Cina in Asia. Nodi al pettine, nei rapporti Mosca- Pechino, che si ritiene che prima o poi dovranno essere affrontati.

Per ora no, per ora Putin è un alleato e sembra andare bene a tutti così.

@simopieranni

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