Xi Jinping e il détournement dei baozi

In un paese dalle mille contraddizioni e dalle tensioni sociali che covano sotto agli sfavillanti numeri del progresso economico, anche i panini al vapore (i baozi) diventano un tema pubblico, improvvisamente. Ci voleva un pranzo popolare del Presidente Xi Jinping per fare diventare i baozi, un simbolo dell'attivismo made in China.

 

Alcune settimane fa il Presidente cinese aveva saputo attirare l'attenzione della stampa internazionale, dopo aver pranzato in un modesto ristorante di Pechino, per una spesa che si avvicinava ai 3 euro in totale. La mossa di Xi è stata molto apprezzata dai media, perché tesa a dimostrare un ruolo di persona vicino alla gente comune del nuovo numero uno cinese. «Una mossa all'occidentale», si è detto, che permette di comprendere la nuova attenzione del leader cinese alla comunicazione. Xi Jinping, sia con la sua campagna anti corruzione, sia attraverso la ripresa di alcuni elementi di retorica maoista, ha già dimostrato di avere grande attenzione per i media. La narrazione della propria presidenza del resto ha già il titolo propagandistico del Sogno cinese.

Ma l'universo degli attivisti cinesi, stretti tra censura e necessità di sfondare un mondo dell'informazione che passa soprattutto attraverso l'internet, ha colto la palla al balzo per detournare il pranzo del Presidente e trasformarlo in un'occasione di sensibilizzazione su alcuni temi di cui si parla sempre meno sui media internazionali, molto più interessati in questa fase a scorgere le prossime attuazioni delle riforme promesse dai leader.

«La scorsa settimana, ha scritto il Telegraph, circa 40 firmatari si sono riuniti all'esterno di un edificio governativo nella città orientale di Hangzhou con cartelli con la scritta: "Presidente Xi, voglio mangiare baozi". Xu Guizhu, uno dei manifestanti, ha detto che il suo gruppo spera che il riferimento ai panini al vapore possa “attirare più attenzione” alla loro campagna per il risarcimento circa la demolizione delle loro case. Abbiamo voluto utilizzare questo cartellone per dire che stiamo trovando difficoltà a far quadrare i conti dopo la demolizione. Siamo come mendicanti, elemosiniamo cibo, panini al vapore", ha aggiunto la signora Xu, 54 anni».

La protesta di Hangzhou era stata anticipata da una forma analoga di contestazione a Pechino, quando una piccola folla si era radunata proprio fuori il ristorante Qingfeng dove aveva pranzato Xi Jinping. Una fotografia che era diventata virale sui social network cinese - poi eliminata dai censori – mostrava i manifestanti con striscioni che recitavano: "Pulite il governo: prestate attenzione alle vite delle persone" e "Il Boss Xi aveva il suo ripieno ed il mondo lo sa. Le persone che hanno subito una ingiustizia raccolgono gli avanzi e nessuno vi presta attenzione". Un terzo striscione semplicemente recitava: "Fame".

L'invito di chi ha protestato era rivolto al Presidente Xi Jinping, cui viene richiesto di recarsi non solo nei ristoranti popolari, ma anche presso di centri dove vengono detenuti i petizionisti o presso coloro che hanno perso le proprie abitazioni a causa della infinita campagna di demolizioni e ricostruzioni.

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