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Xi Jinping e il Partito Comunista

Xi Jinping, nonostante la grande attività della sua leadership, nel senso delle riforme e delle modifiche del sistema produttivo cinese, rimane ancora oggi un personaggio ambiguo e poco etichettabile. Nei giorni scorsi ha parlato alla Scuola Centrale del Partito comunista, chiedendo ai suoi funzionari di impegnarsi affinché il Partito possa diventare «democratico, legalista e scientifico». Non solo, perché secondo il numero uno cinese, il Pcc non dovrà avere paura delle riforme. Una nuova chiamata all'impegno ai funzionari, mentre la campagna anti corruzione non sembra fare sconti a nessuno e anzi aumenta di intensità: ora sotto torchio, sono finiti i «tre vizi».

Come ha riportato il governativo Global Times, «al seminario Xi Jinping ha ribadito che la missione del Pcc è quella di trovare un sistema stabile ed efficace per lo sviluppo, il benessere delle persone e la stabilità a lungo termine della società». Un sistema di governo efficace si avrà solo se l’integrità del partito e dei funzionari, «oltre alle loro capacità e competenze saranno migliorate e l'efficienza degli organi di partito, amministrazioni, enti pubblici , imprese e organizzazioni civili saranno accresciute». Per modernizzare società e se stesso il PCC deve governare in un «modo scientifico, democratico e legale».

Un sistema di governo – ha aggiunto Xi - è determinato dalla storia, dalla tradizione culturale, dallo sviluppo economico e dalla volontà del popolo. «Anche se il sistema attuale della Cina ha bisogno di miglioramento, il PCC dovrebbe essere fiducioso di rappresentare i risultati di uno sviluppo graduale basato sulla storia, la cultura e l'economia. La fiducia nel sistema attuale non significa avere paure delle riforme»

Senza la fiducia, «il PCC non avrà il coraggio di riformare e senza riforme, la fiducia non durerà a lungo».

A margine di questi consigli, il Partito ha lanciato una nuova campagna contro i vizi: il gioco d'azzardo, la prostituzione e la droga. Come ha scritto il Quotidiano del Popolo, Il Ministero della Pubblica Sicurezza ha ordinato alla polizia di intensificare ovunque gli sforzi per affrontare i tre vizi, avvertendo i funzionari che sarebbero stati ritenuti responsabili per le attività illegali che avvengono sotto la loro vigilanza.

Un nuovo trend rilevato anche dal Financial Times: «la campagna del governo centrale segue le orme di quella del Guangdong che la scorsa settimana ha iniziato una spinta per «sterminare il giallo» - il colore associato con la pornografia in Cina - nella metropoli di produzione meridionale di Dongguan, che è comunemente conosciuta come la capitale del sesso della Cina.

Sebbene il commercio del sesso sia dilagante in Cina, Dongguan è stata bollato come «città del peccato» a causa del gran numero di centri massaggi e spa che servono servizi sessuali nella città di più di 10 milioni di persone. La prostituzione è diffusa ampiamente nella metropoli in parte a causa dei milioni di lavoratori migranti che vengono da lontano per lavorare nelle sue fabbriche, che producono tutto dagli iPad alle teiere».

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