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Halloween: la leggenda di Jack O’Lantern e il perchè delle zucche

Le zucche sotto il periodo di Halloween sono senza dubbio il frutto più ricercato dai celebranti di questo “spaventosissimo” evento.

Una mangusta striata gioca con una zucca di Halloween in uno zoo a Chongqing, Cina, 29 ottobre 2016. Foto scattata il 29 ottobre REUTERS / Stringer
Una mangusta striata gioca con una zucca di Halloween in uno zoo a Chongqing, Cina, 29 ottobre 2016. Foto scattata il 29 ottobre REUTERS / Stringer

Esse infatti sono il simbolo più significativo e ricorrente che possiamo vedere nelle case o su internet per ricordarci che la giornata più macabra dell’anno sta arrivando. In realtà, la zucca non fu il frutto usato fin dall’inizio come rappresentazione della festa, ma altri ortaggi furono utilizzati al suo posto: barbabietole, rape e patate vennero utilizzate anche per essere intagliate proprio come ora si fa con la zucca. Quest’ultima fu scoperta solo tempo dopo, verso la prima metà del 1800, quando gli irlandesi iniziarono a emigrare in America e li scoprirono che le zucche erano decisamente più grandi e semplici da intagliare.

La festa di Halloween nasce in Irlanda, inizialmente per festeggiare la fine dei raccolti per gli agricoltori, il 31 ottobre. Durante la festa i partecipanti indossavano maschere che sembrava li proteggessero dagli spiriti e per illuminare la strada usavano cipolle intagliate con braci all’interno. Ora invece nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre si ricordano i defunti e si usa tenere una zucca intagliata davanti alla finestra, illuminata con una piccola candelina all’interno. Il perché di questa usanza lo possiamo capire direttamente dalla leggenda di Jack O’ Lantern.

Di questa leggenda ne esistono molte versioni, ma una tra le piú comuni narra che Jack fosse un vecchio ubriacone al quale piaceva prendersi gioco di tutti, anche del Diavolo. Si racconta che ques’ultimo scese in terra per prendere l’anima di Jack ma lui con un trabocchetto riuscì a far salire il Diavolo su di un albero e lo intrappolò disegnando croci dappertutto. Il Diavolo per scendere dall’albero dovette promettere a Jack di non prendere la sua anima una volta morto e fu così che Jack rimosse le croci e lui poté andarsene.

Quando Jack morì, dato il suo comportamento sulla terra, non fu accettato in paradiso e neanche all’inferno, data la promessa fattagli dal Diavolo. La sua anima fu quindi costretta a vagare nell’oscurità e Jack dovette chiedere aiuto al Diavolo che gli lanciò un tizzone ardente dagli inferi per illuminare il suo cammino. Jack prese il tizzone e lo mise dentro una rapa intagliata. Da quell giorno, l’anima di Jack continua a vagare nell’oscurità alla ricerca di un posto dove stare e le zucche illuminate messe alle finestre delle case tra la notte del 31 ottobre e il primo novembre sono un segnale per far capire a Jack che li, in quelle abitazioni, non c’e posto per lui.

@Angelinaincucin

 

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