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Il cibo come punizione: il Nutraloaf

I piatti che vengono serviti nelle carceri sparse intorno al mondo, hanno da sempre avuto la reputazione di non essere proprio piatti “gourmand”. In realtà, il cibo che si serve in molte prigioni al giorno d’oggi, non è proprio terribile come si può immaginare. Nel 1940, nella famosissima prigione di Alcatraz, venivano addirittura serviti dei piatti davvero gustosi, che pochi detenuti, considerate anche l’epoca, in altri Paesi, avrebbero potuto permettersi di assaggiare.

Molte delle ricette dei piatti di questa prigione resa famosa da tantissimi film, sono anche state raccolte in un piccolo libro, tuttora venduto nel negozio di souvenir dell’isola stessa. Il compito di rifocillare i detenuti spesso viene affidato a società di catering esterne, come succede con le mense delle scuole. Il cibo viene precotto e poi trasportato per essere servito in loco.

Al giorno d’oggi si fa anche molta più attenzione alle allergie, intolleranze o credenze religiose dei detenuti, servendo pasti ad hoc per chi ne faccia richiesta. Questo vale anche per vegetariani e vegani. Sebbene i menu delle prigioni soddisfino gli standard minimi di “appetibilità” richiesta per il cibo servito, molti detenuti usano acquistare alcuni dei propri alimenti scegliendolo da una lista o da un servizio interno al carcere dove possono comprare selezionati prodotti pagandoli di tasca propria.
Il Nutraloaf, chiamato anche “pane da prigione”, è una specie di polpettone che viene servito in alcune carceri americane, preparato con pane bianco a pezzi, formaggio senza derivati del latte, carote, spinaci, uvetta, fagioli, olio vegetale, concentrato di pomodoro, latte scremato e fiocchi di patate, il tutto mischiato insieme e poi cotto al forno.

La consistenza è compatta, come una pagnotta molto asciutta, cosa che rende davvero difficile deglutirlo. É visto come una delle più brutte punizioni che possano essere inflitte, una tortura sotto tutti i punti di vista, talmente odiata dai detenuti, che in molte prigioni si è addirittura registrato un calo dei comportamenti violenti da parte di questi ultimi, proprio per la paura di finire in isolamento, dove il Nutraloaf viene servito, per non essere obbligati a mangiarlo. Per capire cosa provano i carcerati quando sono obbligati a mangiare questo “polpettone” orribile, sono state selezionate alcune persone alle quali è stato fatto provare in prima persona. Giudicate voi dalle facce se valga la pena provarlo o meno:

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@Angelinaincucin

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