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Dove va il Sud Africa? L'arcobaleno svanisce e l’ANC mette il pilota automatico

L'African National Congress nacque nel Sud Africa post-apartheid come uno dei partiti più legittimi del mondo. Ma la sua promessa di una 'nazione arcobaleno', di cooperazione tra i diversi gruppi che la politica razziale aveva diviso, non si è concretizzata. Questo mese si è visto il triste spettacolo del discorso annuale di Jacob Zuma di ANC sullo stato della nazione, in cui Zuma ha preteso che le cose procedano senza intoppi secondo programma. Ma una nuova generazione di attivisti è sorta, e le politiche e le promesse di ANC - come espresse dalla presidenza di Zuma - appaiono sempre meno convincenti.

REUTERS/Mark Wessels

I dati economici sono negativi. 8,3 milioni di disoccupati. 26 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta. Il presidente Zuma è stato criticato e anche ridicolizzato per aver nominato tre diversi ministri delle Finanze in 4 giorni, e l'attuale, Pravin Gordhan, ha parlato questa settimana di 'catastrofe' dell'economia sudafricana. Incredibilmente Zuma, nel discorso sullo stato della Nazione ha posto come tema centrale la strategia che lui e l’ANC hanno inventato per migliorare l'economia, suggerendo che lo Stato ha bisogno della sua mano ferma al timone in queste acque tempestose. I parlemantari di ANC dai capelli grigi hanno annuito con gravità e applaudito secondo copione, ma con notevole sforzo, perché gli Economic Freedom Fighters, un partito radicale marxista, ora terzo in Parlamento, ha creato notevole caos, formulando ripetuti richiami al regolamento ripetuti e sovvertendo cosí l'intero procedimento. Il leader di EEF, Julius Malema, che ha 35 anni, è riuscito a usare una delle interruzioni, da lui stesso provocate, per fare un discorso in cui ha detto che l'ANC ha tradito il Sudafrica e che Zuma è 'moralmente compromesso'. Il Presidente del Parlamento ha dichiarato che il discorso era illeggitimo e doveva essere eliminato dagli atti, ma con i live via internet è stata una mossa inutile, e dopo un paio di simili interruzioni (che hanno costretto Zuma a smettere di parlare), i parlamentari di EEF hanno mostrato co sa pensavano del discorso di Zuma, abbandonando l’aula, preferendo continuare le proprie dichiarazione al di fuori del parlamento, ma rivolte allae telecamere che li hanno seguiti.

Le accuse di EFF al sistema di ANC sono radicali. Sostengono che i dirigenti provinciali eletti di ANC fanno scomparire i loro avversari politici, e che tutto il paese è gestito da un sistema di corruzione organizzato da ANC. Hanno prove a sostegno di tali affermazioni. L’accusa di EEF che mette in discussione l'intero principio del governo ANC è che la maggior parte del Sud Africa è ancora di proprietà e gestito da bianchi, e l’unico ruolo dei neri è essere manodopera a basso costo. Dopo 20 anni, la terra e l'industria rimangono in mani bianche, e il tentativo di sollevare i neri e i ‘coloured’ dal fondo della società è ampiamente fallito. L'ANC ha iniziato esattamente con questo obiettivo, e difficilmente può negare che le loro politiche non hanno funzionato. La soluzione che propone EFF, però, è già stata testata in Zimbabwe, dove ha solo peggiorato le cose: espropriazione e nazionalizzazione. Questo radicalismo condanna probabilmente EFF a restare partito di minoranza, rivolto a giovani uomini arrabbiati: ma i loro messaggi su ciò che non funziona con il sistema ANC riscuotono successo.

Quando l'ANC è salito al potere nel 1994, la risposta alla questione della razza è stato lo slogan 'nazione arcobaleno' di Desmond Tutu. Nelson Mandela aveva detto che il Sud Africa era ormai 'una nazione arcobaleno in pace con se stessa e il mondo,' e questa bella fiaba è stata ripetuta all'infinito, a dispetto di tutte le droghe, gli stupri, la criminalità e il collasso sociale.

Il Democratic Alliance o DA, il partito ufficiale di opposizione, era nato come Progressive Party nel vecchio Sud Africa, e anche se fondato come gruppo anti-apartheid, poichè i partiti multi-razziali erano illegali sotto il dominio bianco, paradossalmente era un gruppo di soli bianchi. La sua star principale oggi è il sindaco bianco di Città del Capo, Helen Zille. Lei e il DA sono regolarmente attaccati per la cosidetta supremazia bianca, e anche se lo negano con forza, chiunque conosca i sudafricani bianchi sa che generazioni e generazioni di ideologia della superiorità bianca non evaporano solo pee pio desiderio: incidenti in cui membri del DA esprimono sentimenti apertamente razzisti continuano anche nel 2016. Tuttavia, la leadership sa che se vogliono sfidare l'ANC a livello nazionale, devono essere in grado di attirare gli elettori neri, quindi da maggio 2015 Helen Zille ha ceduto la leadership del partito al leader del gruppo parlamentare, Mmusi Maimane, un Tswana che parla 7 delle 11 lingue ufficiali del Sud Africa e che a 35 anni è ora leader dell'opposizione. Sostenuto da altri giovani ed energici parlamentari neri il DA propone una posizione meno radicale di quella di EFF, ma sulla base del completo rifiuto di Zuma e di ANC. La linea di DA è che Zuma vive sul 'pianeta Zuma', e che l'ANC è diventato una 'casa di riposo', che è irrilevante e deve essere rimosso dal potere. Nel gennaio di quest'anno Maimane ha anche annunciato che tutti i nuovi membri del DA devono firmare una carta antirazzista.

L'ANC sembra essere affetto da una malattia politica che affligge l'intero continente africano: i vecchi si rifiutano di cedere il potere. Zuma, uno Zulu tradizionalista, ha detto ai giovani sudafricani che devono rispettare gli anziani, il che significa lui. Ma i giovani, in particolare quelli nati in libertà dopo il 1994, hanno una prospettiva diversa e non vedono perché dovrebbero automaticamente sostenere l'ANC. Essi, infatti, semplicemente non sembrano credere nei partiti politici e sono statisticamente più propensi a unirsi alle proteste violente contro particolari politiche che pensare a far parte di qualsiasi partito politico. L'ANC avrà una chance solo dopo Zuma, che andrà in pensione nel 2019, quando avrà 76 anni. Progetta che una delle sue ex-mogli, Nkosazana Dlamini-Zuma, attualmente presidente dell'Unione Africana, lo sostituisca, forse perché pensa che questo lo proteggerà dalle oltre 700 accuse di corruzione, evasione fiscale e riciclaggio appese sopra la sua testa, e che, come spesso fanno i presidenti, sostiene di essere strumentalizzate politicamente.

Tuttavia, c'è un elemento nel governo di Zuma che lo rende un importante simbolo di unità per l'ANC. Il richiamo di massa del partito viene ancora dal semplice messaggio di incolpare i bianchi per tutto ciò che è sbagliato nel paese, e questo significa che il sostegno per l'ANC tra gli elettori bianchi è ormai praticamente scomparso; mentre per la popolazione nera vi è anche l’importante questione della politica tribale. Nelson Mandela e Thabo Mbeki erano Xhosa, e durante il loro tempo al potere il principale partito di opposizione nero non era composto da dissidenti politici o economici, ma era tribale e basato sul movimento Inkatha di Mangosuthu Buthelezi, un KwaZulu-Natal. Il fatto che ci sia un presidente Zulu (Zuma) ha temporaneamente spinto Inkatha in secondo piano, ma se la leadership dell'ANC (non ci sono voti o primarie) decide contro l'ex-moglie di Zuma a favore di qualsiasi candidato non-Zulu (come il vice presidente Cyril Ramaphosa, un Venda), KwaZulu-Natal potrebbe riattivare l’Inkatha come voce degli Zulu e il partito potrebbe forse andare in coalizione con il DA per sfidare quello che ancora oggi è il pugno di ferro dell'ANC sulle istituzioni politiche del Sud Africa.

Dove va il Sud Africa? Verso uno stato a partito unico basato sulla corruzione istituzionalizzata? Verso un sistema dinastico dominato dagli Zulu? Verso un ritorno alla politica tribale? E' tutto nelle mani dei vecchi del National Executive Council dell'ANC.

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