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Iroko TV, la Netflix nigeriana alla conquista del pubblico africano

Iroko TV, la prima piattaforma africana per la distribuzione di video e prodotti televisivi on demand, ha firmato un accordo con la francese Canal + e la svedese Kinnevik AB per un giro d’affari di 19 milioni di dollari. I proventi dell’intesa, fanno sapere da Lagos i responsabili della start-up nigeriana, che si è già conquistata il soprannome di ‘Netflix Africana’, saranno investiti nella produzione di oltre 300 ore di contenuti originali, da raddoppiare entro il 2018.

Photo credits: afrokanlife.com

La sfida con Netflix, il gigante statunitense della TV in streaming - che ha annunciato il suo arrivo in 130 nuovi paesi, anche a sud del Sahara - è appena cominciata. Obiettivo: accaparrarsi il pubblico televisivo africano, riflesso di una classe media, e di consumatori, in crescita costante.

Per Jason Njoku, laureato all’università di Manchester e fondatore di Iroko TV, tutto ebbe inizio in Gran Bretagna, nel 2010. Sua madre gli chiese di reperire i Dvd di alcuni film di Nollywood, l’industria cinematografica nigeriana seconda al mondo dopo Bollywood per numero di film prodotti all’anno. “Sono rimasto sorpreso – ci racconta Njoku – dal fatto che in rete non si trovasse nessun sito su cui poter comprare o vedere in streaming i film nigeriani, considerato della popolarità di cui godono anche tra gli Africani che vivono all’estero. L’Europa e gli Stati Uniti avevano Netflix e Hulu. L’Africa, invece, niente”. Il tempo di imbarcarsi su un aereo diretto a Lagos, e Njoku avrebbe fondato in un bilocale nel quartiere popolare di Festac la primissima sede della sua società. I film locali di cui aveva acquistato le licenze, furono distribuiti in un primo momento su ‘Nollywood Love’, un canale You Tube che registrò un milione di visualizzazioni solo nel primo mese. Era nata Iroko TV.

Oggi, a distanza di sei anni, la società ha all’attivo una sessantina di dipendenti, basati nella nuova sede nel quartiere di Anthony Village, e guarda ai cellulari e alla mobile tv come piattaforma privilegiata per la distribuzione dell’entertainement made in Africa. Serie televisive, soap opera, film, ma anche programmi per bambini e trasmissioni di vario genere. “Il mercato del ‘video-on-demand’ (VOD) in Africa, sta crescendo in modo esponenziale grazie al boom nella vendita di smartphone. Quando abbiamo cominciato, nel 2010, esistevamo solo noi. Oggi, secondo gli ultimi dati, sono circa 130 le piattaforme VOD nel continente” spiega Njoku.

Se la distribuzione di contenuti digitali e VOD è decisamente aumentata, a frenare la crescita del settore sono la mancanza di infrastrutture e di una rete di telecomunicazioni capillare, che significa difficoltà di accesso ad Internet e alla banda larga. “Questo – prosegue il fondatore di Iroko TV - è uno dei motivi per cui, nel 2015 abbiamo deciso di disattivare in Africa lo streaming e puntare tutto sul modello in download”. A luglio 2015 la piattaforma nigeriana ha lanciato la sua App, che al costo di 200 naira al mese (circa due euro e mezzo) dà accesso a centinaia di pellicole nigeriane, sottotitolate in francese, zulu e swahili.

La maggior parte dei film di Nollywood infatti, viene prodotta nelle lingue locali - Yoruba, Hausa e Igbo - ma parecchie sono realizzate in inglese. “Puntiamo a conquistare un’audience africana giovane e tecnologica, sempre più esigente riguardo ai contenuti e alla qualità del servizio fornito dalle piattaforme digitali. E ci stiamo indirizzando con particolare interesse verso l’Africa francofona. Un mercato, sotto questo punto di vista, ancora ai margini”. Stiamo parlando di circa 250 milioni di persone, presenti in circa una trentina di paesi a sud del Sahara e una macroregione in cui entro il 202, si stima, saranno presenti oltre 165 milioni di smartphone.

Sulla falsariga di Netflix, anche Iroko Tv ora punta alla creazione di contenuti originali con la sua casa di produzione ‘ROK Studios’ che ha già all’attivo film e programmi di successo come ‘Husbands of Lagos’ e ‘Desperate Housegirls’. Ma la start-up nigeriana deve parte del suo successo al contesto in cui si è sviluppata e ad un’industria cinematografica che produce l’11% delle esportazioni locali, secondo datore di lavoro nel paese dopo l’industria petrolifera. Negli anni ’90 molti registi e film-maker autodidatti, privi di finanziamenti, hanno contribuito alla nascita di Nollywood girando film in presa diretta, in location di fortuna e nell’arco di poche settimane, con budget che difficilmente superavano i 20mila dollari complessivi. La ‘low production’ è diventata il marchio di fabbrica del loro genere cinematografico, molto apprezzato dal grande pubblico africano. Alcuni dei film che Iroko offre al suo pubblico, in genere commedie e film d’amore, appartengono ad una particolare categoria definita ‘village movies’, intrisi di misticismo e valori tradizionali.

Per Njoku, l’arrivo del gigante californiano sul continente “è una notizia eccitante, perché dimostra l’effettivo potenziale del mercato a cui ci siamo rivolti”, ma non sembra preoccuparlo troppo. “Consideriamo il fatto che loro hanno aperto in un giorno solo a 130 paesi, molti dei quali godono di infrastrutture digitali e di una rete migliori anni luce rispetto a quelle che abbiamo qui. Inoltre noi offriamo ai nostri clienti storie che raccontano l’Africa agli Africani attraverso produzioni africane. In breve, loro guardano al mondo, ma noi giochiamo in casa”.

@mokarabika

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