Paesi Bassi, verso un nuovo Governo Rutte (che è identico al precedente)


I partiti che sostenevano il vecchio esecutivo tornano a trattare sei mesi dopo il voto, promettendo di cercare un consenso ampio anche oltre la maggioranza. Se riconfermato premier, Rutte diventerà il leader più longevo del Consiglio europeo insieme a Orbán

Gabriele Rosana Gabriele Rosana
[BRUXELLES] Giornalista, è capo della redazione Affarinternazionali.it, la rivista dello IAI. Collabora con D e Dlui di La Repubblica, Linkiesta, Il Messaggero e Aspenia.

I partiti che sostenevano il vecchio esecutivo tornano a trattare sei mesi dopo il voto, promettendo di cercare un consenso ampio anche oltre la maggioranza. Se riconfermato premier, Rutte diventerà il leader più longevo del Consiglio europeo insieme a Orbán

Provaci ancora, Mark. Qualcosa si muove nei Paesi Bassi e tutto fa pensare che una riedizione del tetrapartito che ha finora governato a L’Aia sia adesso a portata di mano, nonostante i tanti distinguo collezionati negli ultimi tempi. Giovedì 30 settembre le quattro forze politiche che hanno sostenuto il Governo di Mark Rutte fino al voto dello scorso marzo hanno concordato di riprovare a sedersi attorno a un tavolo per superare lo stallo che va avanti da sei mesi.

Le elezioni legislative del 17 marzo scorso avevano restituito una fotografia variopinta del Parlamento, confermando la tenuta di Vvd, i liberali moderati di Rutte ancora primo partito, ma dall’altra facendo registrare la crescita nei consensi dei liberali progressisti di D66. Proprio la fazione guidata da Sigrid Kaag, arrivata seconda nel voto, ha fatto un passo di lato nelle scorse ore: dopo aver provato senza successo a riequilibrare la maggioranza a sinistra e a sbarrare il campo alle componenti più conservatrici, ha accettato di avviare un nuovo negoziato con i partner del precedente esecutivo. Oltre a Vvd, ci sono anche i cristiano-democratici della Cda e la piccola ChristenUnie (Cu), che pure aveva più volte assicurato di voler negare una nuova fiducia a Rutte, soprattutto dopo la mozione di censura approvata nei suoi confronti ad aprile.

“Stavolta sarà diverso”

L’obiettivo delle nuove grandi alleanze è evitare un nuovo ritorno alle urne che potrebbe rivelarsi tutt’altro che risolutivo (ne sa qualcosa la Bulgaria, che a novembre voterà per la terza volta in otto mesi non essendo riuscita, dopo l’exploit delle forze populisti, a mettere insieme una maggioranza). Anche perché a guadagnare consensi da un nuovo pantano politico sarebbero i partiti estremisti e populisti, mette in guardia la leader del centrosinistra, in un Paese in cui la minaccia “nera” rappresentata dagli xenofobi del Pvv di Geert Wilders è sempre dietro l’angolo. Per far ciò, Kaag ha tolto il veto al proseguimento di un’alleanza con la Cu, che da par suo avrebbe accettato di non inserire nell’accordo di coalizione il veto (oltretutto una chiara violazione delle prerogative parlamentari) rispetto a iniziative legislative su temi etici (come l’eutanasia, che nei Paesi Bassi è legale).

“Stavolta sarà diverso”, assicurano gli esponenti di tutte le forze politiche. Anche per Rutte – “Teflon Mark”, secondo il soprannome che si è guadagnato per la capacità di resistere alle alterne fortune politiche – l’esecutivo sarà caratterizzato da una nuova cultura politica e da un nuovo programma (“necessariamente più aperto e progressista”, fa eco Kaag).

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