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Pakistan, Imran Khan contro gli Usa

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Pakistan, Imran Khan: “Gli Usa hanno martirizzato Osama bin Laden”. Il Primo Ministro punta il dito contro l’alleanza con gli Stati Uniti nella guerra in Afghanistan

Pakistan, Imran Khan: "Gli Usa hanno martirizzato Osam bin Laden"

I sostenitori di partiti religiosi e politici protestano contro il Governo del Primo Ministro Imran Khan a Islamabad, Pakistan, 4 novembre 2019. REUTERS/Akhtar Soomro

Durante un discorso al Parlamento pakistano il Primo Ministro Imran Khan ha detto che gli Stati Uniti hanno “martirizzato” (shaheed) Osama bin Laden, il terrorista saudita fondatore di Al Qaida e responsabile degli attentati dell’11 settembre 2001.

L’intero discorso di Khan è stato particolarmente duro nei confronti dell’America. Ma il riferimento a bin Laden è stato il passaggio più significativo perché permette di cogliere subito – come nota The Diplomat – l’orientamento della classe dirigente pakistana, per la quale il capo di Al Qaida non sarebbe un carnefice ma una vittima. Non è la prima volta che Khan rilascia commenti simili e pare che non abbia intenzione di correggere la sua dichiarazione, nonostante le proteste dell’opposizione.

Khan ha detto che il Pakistan ha commesso un errore ad allinearsi agli Stati Uniti nella guerra contro i Talebani in Afghanistan, dato che Washington avrebbe sempre dato la colpa a Islamabad per gli insuccessi riportati sul campo. Le autorità pakistane non furono informate in anticipo dell’operazione ad Abbottabad, conclusasi con l’uccisione di bin Laden: un fatto che Khan considera un’umiliazione.

La guerra in Afghanistan, iniziata dopo gli attentati dell’11 settembre, non è ancora conclusa. Ma lo scorso febbraio gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo di pace con i Talebani, con l’intenzione – molto gradita al Presidente Donald Trump – di ritirare presto le proprie truppe dal Paese. L’America accusa però il Pakistan di aver dato rifugio alla leadership talebana, permettendo all’organizzazione di sopravvivere alla caduta dell’Emirato islamico (per mano americana) e poi di riorganizzarsi in senso decentralizzato. I Talebani avrebbero anche ricevuto il supporto dell’intelligence militare pakistana; tutte accuse che Islamabad respinge.

C’è un forte legame, scrive BBC News, tra i vertici dei gruppi islamisti e le forze armate pakistane; lo stesso Khan viene considerato molto vicino all’establishment militare. Tuttavia, l’esercito pakistano ha contribuito al processo di pace in Afghanistan tra gli Stati Uniti, il Governo di Kabul e i Talebani.

I rapporti fra Pakistan, India e Cina

Nello stesso giorno del “messaggio” agli Stati Uniti, il Pakistan si è rivolto anche all’India, accusandola di voler sviare l’attenzione dalla crisi al confine con la Cina attraverso l’espulsione di gran parte del corpo diplomatico pakistano, ufficialmente per motivi di spionaggio.

Le dispute territoriali sull’Himalaya non riguardano solo l’India e la Cina, ma anche l’India e il Pakistan. Entrambe le nazioni rivendicano a sé il Kashmir: la tensione è cresciuta parecchio quando l’anno scorso Nuova Delhi ha prima revocato lo status speciale allo Stato e poi lo ha diviso in due entità.

Per quanto riguarda la regione contesa (e strategica) del Ladakh, dove si stanno concentrando gli scontri fra India e Cina, il Pakistan appoggia Pechino. I due Paesi sono infatti stretti alleati e molto vicini anche dal punto di vista commerciale.

La Cina ha investito decine di migliaia di dollari nel Paese per la realizzazione di un “corridoio economico” e di progetti infrastrutturali nella cornice geopolitica della Belt and Road Initiative. Islamabad starebbe però cercando di rinegoziare i termini per il pagamento di alcuni debiti contratti con Pechino, che – stando a quanto riporta il Financial Times – potrebbe aver “gonfiato” i costi di costruzione di due centrali a carbone.

@marcodellaguzzo

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