AUKUS, è rottura nelle relazioni transatlantiche?


A rischio il summit Ue-Usa su commercio e tecnologia di Pittsburgh e l’accordo di libero scambio con l’Australia. Il Commissario Ue al Mercato Interno Breton: “Qualcosa si è rotto”

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, è membro del comitato editoriale di eastwest. Si occupa di geopolitica di Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti, rapporti tra Paesi Nato, di organizzazioni internazionali. Già Addetto Stampa al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York.

A rischio il summit Ue-Usa su commercio e tecnologia di Pittsburgh e l’accordo di libero scambio con l’Australia. Il Commissario Ue al Mercato Interno Breton: “Qualcosa si è rotto”

Non accenna a fermarsi la reazione a catena causata dalla cancellazione dell’accordo tra Francia e Australia per l’acquisto dei sottomarini della Naval Group. Dopo il richiamo degli ambasciatori francesi a Washington e Canberra, Parigi prosegue sulla strada dello scontro diretto, facendo pressing sull’Ue affinché venga posticipato il meeting di Pittsburgh del Consiglio sul Commercio e la Tecnologia (TTC), previsto per il prossimo 29 settembre. La stessa Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato alla Cnn che non può essere “business as usual” dopo il trattamento riservato ai francesi.

Le conseguenze del patto AUKUS

L’AUKUS — il trattato tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti — è stato realmente vissuto come un colpo basso, diretto agli storici alleati transatlantici che, dopo quattro anni di Casa Bianca a guida Donald Trump, non si aspettavano un simile atteggiamento da parte del Presidente democratico Joe Biden. Specie se si considerano le formali intenzioni del nuovo inquilino della White House, che insieme a von der Leyen ha ridato, a parole, linfa ai rapporti sia con Bruxelles che con i partner Nato.

Eppure, a ben vedere, già col ritiro dall’Afghanistan, sconsigliato dai membri del Patto Atlantico, Washington aveva mostrato l’unilaterale volontà di proseguire sul proprio cammino e non ascoltare i consigli dei membri Nato, per concentrarsi — tra l’altro con le stesse modalità indicate dall’amministrazione Trump — proprio su un’area di mondo, l’Indo-Pacifico, divenuta di primaria importanza nel confronto con la Cina.

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