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RETROSCENA

La pagella di Pechino

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PayPal si lancia alla conquista della Cina. Per la prima volta dopo 23 anni, un Presidente cinese visita Kathmandu

Leggera apertura verso sistemi di pagamento internazionali

PayPal, l’azienda statunitense di pagamenti online, ha ottenuto una licenza per operare in Cina dalla fine di quest’anno, dopo aver acquisito una quota di maggioranza nella moribonda Gopay (creata dalla Hainan Airlines). L’ingresso di PayPal è una delle poche buone notizie nel clima di guerra commerciale fra Usa e Cina, ma deve ora affrontare i campioni nazionali, AliPay, detenuta da Alibaba, e WeChat Pay, di Tencent, che dominano il mercato in modo quasi inscalfibile. PayPal spera di poter attrarre clienti aprendo la possibilità di fare acquisti internazionali senza restrizioni, dando accesso a rivenditori che non utilizzano pagamenti cinesi. Il settore dei pagamenti è fra i più protetti in Cina, malgrado numerose pressioni: di recente, solo l’American Express è riuscita ad avanzare nella creazione di una carta di credito che operi nella valuta cinese, il RMB – ancora non operativa.

Voto: 6 a Pechino. Finalmente una timida apertura…

L’impatto di Hong Kong su Taiwan

Il perdurare delle manifestazioni e dei disordini a Hong Kong, accompagnati da una crescente intransigenza governativa, tanto da parte della leadership locale a Hong Kong che, ancor più, di quella centrale a Pechino, sta avendo un effetto imprevisto su Taiwan. La Presidente in carica, Tsai Ing-wen, del Partito Democratico Progressista, inviso a Pechino, che preferirebbe avere a che fare con l’antico rivale Guomindang (il Partito Nazionalista sconfitto dai comunisti nel 1949, ma che rimane più fedele all’obiettivo di un’eventuale unificazione politica fra Taipei e Pechino) si prepara alle elezioni presidenziali di gennaio con maggiore serenità. Il modello applicato a Hong Kong, che va sotto il nome di “Un Paese, Due Sistemi” è quello inizialmente pensato da Pechino per una riunificazione con Taiwan: ma più i disordini continuano, e meno Pechino accetta il dialogo e le concessioni, più Tsai, che veniva data per perdente, cresce nei sondaggi. A fine ottobre, i sondaggi più prudenti la vedono in vantaggio sul suo rivale, Han Kuo-yu, di 13 punti percentuali. Altri sondaggi la danno in testa del 21%. Due mesi sono lunghi in politica, ma per ora, la mancanza di apertura verso i manifestanti di Hong Kong sta cambiando le carte in tavola nello Stretto di Formosa.

Voto: 7 a Hong Kong, modello di protesta da esportazione

Xi Jinping visita il Nepal 

Il Nepal non aveva ricevuto un Presidente cinese dal 1996, e l’arrivo di Xi Jinping a Kathmandu il 12 e 13 ottobre scorsi, è stato l’occasione per i due Paesi di firmare venti contratti e accordi – in particolare legati all’ambizione di Pechino di aprire la prima ferrovia nazionale, che connetterà il Nepal tanto alla Cina (estendendo la ferrovia che collega Pechino al Tibet) che all’India. Ingegneri cinesi si periteranno anche di portare a termine gli studi per la costruzione di un tunnel sotto l’Himalaya, purtroppo con scarsa partecipazione di esperti di ecologia. Xi si è fermato nella piccola e travagliata repubblica himalayana di ritorno dalla sua visita diplomatica in India, dove si è intrattenuto con il suo omologo Narendra Modi. Ma la visita in Nepal è stata, per certi versi, più significativa ancora: la forza principale del Paese è geografica e da lungo tempo Kathmandu ha cercato di bilanciare i suoi interessi utilizzando la rivalità sino-indiana a suo favore, per quanto con risultati alterni. Storicamente inquieta di essere troppo influenzata dall’India, Kathmandu vuole avere buone relazioni con Pechino per evitare un’eccessiva dipendenza da New Delhi. Questo si era dimostrato vitale nel 2015, quando, dopo aver redatto la nuova Costituzione senza input indiano, il Nepal era stato punito con la chiusura della frontiera con l’India, nella pianura del Terai, da cui dipende sia per l’importazione di petrolio che di beni di prima necessità. La Cina aveva aiutato ad affrontare il blocco commerciale indiano incrementando le sue esportazioni, ma molti si sono chiesti se la fragile democrazia nepalese abbia gli strumenti sufficienti a limitare la volontà cinese di estendere la sua influenza nel “cortile” indiano. Sulle concessioni politiche, Kathmandu ha stupito, riuscendo a rifiutare di firmare un trattato di estradizione fra il Nepal e la Cina che aveva messo in allarme la comunità tibetana nepalese, forte di 20.000 persone, e molto attiva politicamente. Fin dall’invasione cinese dell’altipiano, nel 1950, il Nepal è sempre stato la più ovvia via di fuga per i tibetani che vogliono sottrarsi ai controlli di Pechino, ma la crescente influenza cinese ha visto i controlli sulla comunità e sulla loro libertà di movimento aumentare in modo esponenziale. Xi, Segretario generale del Partito Comunista, si è anche intrattenuto con il suo omologo Pushpa Kamal Dahal, detto “Prachanda” – “il valoroso” – dai tempi della decennale insurrezione maoista, di cui era uno dei leader – un incontro, questo, senza alcuno screzio o imprevisto.

Voto: 8 alla nuova linea ferroviaria che aprirà il Nepal a India e Cina. Un mondo interconnesso ha maggiori speranze di pace

@IlariaMariaSala

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