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Usa: più tecnologia contro la Cina

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Il Pentagono fa scorte di magneti in terre rare e cerca un posto dove stoccarli. Le terre rare sono fondamentali per la tecnologia militare e centrali nello scontro Usa-Cina

Secondo documenti governativi visionati da Reuters, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (anche detto Pentagono) sta cercando qualcuno in grado di immagazzinare una scorta semestrale di particolari magneti e conservarla per almeno due anni e mezzo.

I magneti in questione sono in realtà dei materiali altamente strategici. Si tratta di magneti al neodimio: sono magneti in terre rare – costituiti da una lega di neodimio, ferro e boro – e sono fondamentali per la realizzazione di missili e caccia di nuova generazione, come i Javelin e gli F-35.

Le terre rare sono un gruppo di 17 minerali utilizzati nella fabbricazione di dispositivi elettronici e, appunto, tecnologia militare. La Cina ne è di gran lunga la maggiore produttrice mondiale – inclusi i magneti al neodimio in questione –, seguita a distanza da Australia e Stati Uniti. Poiché Washington dipende per l’80% dalle terre rare di importazione cinese, Pechino ha sfruttato questa condizione come leva nella guerra commerciale, minacciando di bloccarne il commercio.

L’obiettivo degli Stati Uniti è quindi quello di emanciparsi il più possibile dalle forniture estere, specie se provenienti da un Paese rivale, in modo da non mettere a rischio la propria sicurezza. Ma l’autosufficienza non è un obiettivo semplice da raggiungere, e del resto l’iniziativa del Pentagono fa ben poco per stimolare la produzione domestica: attualmente l’America non produce magneti al neodimio, ad esempio.

A fine agosto il Pentagono stava negoziando con l’Australia – importante alleato americano – affinché ospitasse uno stabilimento di lavorazione di terre rare. Mentre una settimana fa, in un altro scoop, sempre Reuters aveva rivelato che l’esercito americano ha in programma di finanziare la costruzione di impianti di trasformazione di questi minerali: il costo di una struttura è stimato tra i 5 e i 20 milioni di dollari, ma in alcuni casi può raggiungere anche i 100.

Perché siano utili alla realizzazione di tecnologie militari, dopo essere state lavorate le terre rare devono però essere convertite in magneti. Al momento il Pentagono non ha avviato un piano di finanziamenti per incentivare la produzione di magneti in terre rare.

@marcodellaguzzo

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