Usa e Cina, si infiamma lo scontro


Per l’Fbi la Cina è il più grave pericolo a lungo termine. Pompeo valuta il blocco di TikTok, mentre Trump ufficializza il ritiro degli Usa dall'Oms

Per l’Fbi la Cina è il più grave pericolo a lungo termine. Pompeo valuta il blocco di TikTok, mentre Trump ufficializza il ritiro degli Usa dall’Oms

Per l’Fbi la Cina è il più grave pericolo a lungo termine. Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo tiene una conferenza stampa sui rapporti con la Cina a Washington, Stati Uniti, 24 giugno 2020. Mangel Ngan/Pool via REUTERS
Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo tiene una conferenza stampa sui rapporti con la Cina a Washington, Stati Uniti, 24 giugno 2020. Mangel Ngan/Pool via REUTERS

Un vero e proprio attacco congiunto dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump contro la Cina: gli Stati Uniti vedono in Pechino il più grande pericolo esistenziale nel lungo periodo e, di conseguenza, valutano nuove misure che mirano a indebolire, oltre che le ICT company Huawei e Zte, persino il social network TikTok. In parallelo, come già preannunciato, l’inquilino della Casa Bianca ufficializza il ritiro degli States dall’Organizzazione mondiale della sanità, ritenuta troppo succube del Partito comunista cinese.

L’azione corale del Governo degli Stati Uniti contro il Paese di Xi Jinping si è rivelata in tutta la sua potenza nelle ultime ore, coinvolgendo l’Fbi, il Dipartimento di Stato e lo stesso Trump. Nel discorso tenuto all’Hudson Institute, il Direttore del Federal Bureau of Investigation Christopher Wray ha dichiarato che “nel lungo periodo, il più grande pericolo per la nostra nazione di carattere informativo, sulla proprietà intellettuale e della vitalità dell’economica proviene dalla Cina. Non possiamo tapparci occhi e orecchie”.

Secondo il Direttore dell’Fbi, il popolo degli Stati Uniti è vittima di un vero e proprio scippo su una scala talmente ampia che rappresenta il più grande trasferimento di ricchezza mai visto nella storia dell’umanità. Wray cita alcuni dati: le informazioni personali di 150 milioni di statunitensi — la metà dei cittadini Usa — sono state carpite dai militari cinesi all’azienda colosso del credito Equifax; ogni 10 ore, l’agenzia per l’investigazione con sede a Washington apre un caso di controspionaggio legato alla Cina ogni 10 ore; su 5000 casi di questo tipo, la metà sono legati a Pechino.

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