Pirati da grande schermo


I predatori del mare tra cinema e realtà. Capitan Jack Sparrow contro Afweyne, il re dei pirati somali.

I predatori del mare tra cinema e realtà. Capitan Jack Sparrow contro Afweyne, il re dei pirati somali.

La pirateria nel cinema si presenta oggi sotto due forme: Johnny Depp e il successo planetario dei Pirati dei Caraibi – film basati sulla giostra di un parco a tema della durata di qualche minuto che sono fondamentalmente assurdi ma talvolta assurdamente divertenti e hanno sbancato i botteghini – e i veri problemi della pirateria cinematografica: lo scarico digitale e le copie illegali di film, un vero e proprio furto ai danni di produttori e distributori.

Ma se la pirateria contemporanea ha avuto poco spazio sugli schermi cinematografici è apparsa invece sui notiziari, specialmente in occasione di un paio di importanti casi di pirateria al largo delle coste somale nei primi anni 2000.

Nel 2008 il sequestro di una nave danese, la CEC Future, da parte di 11 pirati armati di kalashnikov portò a estenuanti trattative economiche tra l’armatore e i pirati per il rilascio della nave, l’equipaggio e il carico. La raccapricciante vicenda è raccontata nel documentario del 2012 Stolen Seas (Mari rubati) del regista americano ed esperto di pirateria somala Thymaya Payne, gli stessi eventi sono invece parzialmente romanzati nel film A Hijacking (Un sequestro, 2012) dello sceneggiatore e regista Tobias Lindholm. Pilou Asbæk è il protagonista nelle vesti del cuoco della nave e SØren Malling interpreta il ruolo dell’AD della compagnia armatrice, che insiste nel voler negoziare direttamente con i pirati.

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