New York, primarie Dem: di nuovo caos elettorale


Dal nuovo sistema di voto ai soliti problemi tecnici: dal 22 giugno è ancora incerto chi sarà il candidato sindaco democratico

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, è membro del comitato editoriale di eastwest. Si occupa di geopolitica di Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti, rapporti tra Paesi Nato, di organizzazioni internazionali. Già Addetto Stampa al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York.

Dal nuovo sistema di voto ai soliti problemi tecnici: dal 22 giugno è ancora incerto chi sarà il candidato sindaco democratico

La democrazia statunitense mostra ancora una volta il suo lato debole nel corso di una consultazione elettorale, stavolta nel contesto delle primarie democratiche di New York. Negli ultimi anni sono stati numerosi i problemi — legati un po’ alla tecnologia un po’ a scelte puramente politiche — che hanno messo in discussione, proprio nel campo del Partito democratico, l’effettivo risultato del voto degli elettori: basti pensare al ruolo del Democratic National Committee nel 2016 nell’appoggio a Hillary Clinton, dopo una durissima battaglia con Bernie Sanders, o al caucus in Iowa del gennaio 2020, con un’app che ha ritardato il conteggio delle schede.

Il nuovo caos elettorale

Da ieri ci si ritrova di fronte al caos in una delle città più iconiche degli Usa, la democratica New York che il 22 giugno è andata al voto per scegliere l’esponente del partito dell’asinello successore di Bill de Blasio. Ma tra un sistema di conteggio chiamato Ranked Choice che prevede l’espressione di 5 candidati, da indicare dal più al meno gradito, per ciascun elettore e l’inclusione nei dati di circa 135mila schede test senza validità, il risultato diventa una farsa e non lascia speranze per una soluzione di brevissimo tempo come la trasparenza elettorale imporrebbe.

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