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Prime impressioni sul governo Modi (con incognita marò)


Con la cerimonia del giuramento di lunedì, in India è iniziata ufficialmente la nuova era Modi. Ora che anche i nomi dei ministri non sono più un segreto, si può iniziare a fare alcune riflessioni e tentare un po' di previsioni un tanto al chilo, che ci (vi) piacciono tanto.

Con la cerimonia del giuramento di lunedì, in India è iniziata ufficialmente la nuova era Modi. Ora che anche i nomi dei ministri non sono più un segreto, si può iniziare a fare alcune riflessioni e tentare un po’ di previsioni un tanto al chilo, che ci (vi) piacciono tanto.

 

Dopo aver evaso una serie di richieste principalmente del tenore di “che ne sarà ora dei marò col nuovo governo Modi”, oggi ho abbastanza elementi per provare a capire che tipo di esecutivo ha deciso di formare il nuovo primo ministro indiano.

Partiamo da un dato certo: Modi è furbo, molto furbo, un politico capace e non sprovveduto che sa mostrare una cosa per poterne fare un’altra, spesso quella opposta. E, soprattutto, con una maggioranza plebiscitaria in parlamento, sa che l’unico ostacolo ad un mandato liscio come l’olio può arrivare solo dall’interno del proprio partito. E quindi ha giocato d’astuzia.

I mnisteri più importanti sono andati a personaggi di cui Modi si fida e/o controlla.

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