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Proteste globali: lo scontento è “glocal”


Proteste globali: il dialogo tra il potere e le masse è a rischio. E quando il potere non lo accetta si va incontro a repressioni e radicalizzazioni, con costi altissimi di vite umane e libertà residuali

Proteste globali: il dialogo tra il potere e le masse è a rischio. E quando il potere non lo accetta si va incontro a repressioni e radicalizzazioni, con costi altissimi di vite umane e libertà residuali

Proteste globali: dialogo tra potere e masse a rischio
Le persone accendono i loro telefoni cellulari durante una protesta indetta dai movimenti catalani di indipendenza ANC e Omnium Cultural per celebrare un anno di prigione dei loro leader Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, in Piazza Catalunya a Barcellona, ​​Spagna, 16 ottobre 2018. REUTERS/Albert Gea

Li Wenliang può essere per la Cina ciò che è stato Mohamed Bouazizi per la Tunisia? La morte del medico di Wuhan, che era stato arrestato dopo aver lanciato l’allarme del nuovo coronavirus prima di rimanerne contagiato, può innescare una rivolta pro-libertà e democrazia come era accaduto con il venditore ambulante tunisino che, immolandosi con il fuoco il 17 dicembre 2010 per protestare contro la corruzione dei funzionari locali, aveva innescato le rivolte della Primavera Araba nel suo Paese e nel resto della regione?

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